Contro la democrazia estrema

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La virtù e il buon governo

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Casa editrice: Edizioni di Ar

Contro la democrazia estrema. La virtù e il buon governo —il secondo titolo è stato scelto dal curatore per una estesa citazione di autore ignoto contenuta nel capitolo XX del Protrettico del neoplatonico Giamblico— è un testo di lotta contro quel processo espansivo della democrazia ateniese che, cominciato con la strategia di Pericle, viene continuato con i demagoghi dell’ultimo ventennio del V secolo a.e.v.

Il testo —che potrebbe risalire al periodo compreso tra la restaurazione della democrazia in Atene dopo il ‘colpo di Stato’ oligarchico del 404 e il 388 a.e.v.— nega che l’affaccendarsi tipico del popolo ateniese nelle pratiche della democrazia estrema sia la ‘serra della virtù politica’, e vede nel riservare ai pochi la garanzia della vita ordinata dei molti l’ordinamento che deve sostituire le forme nelle quali la città è vissuta con il potere del popolo.

Manifesto dell’aspirazione al ritorno alla “costituzione degli antenati”, all’ordinamento politico pre-pericleo, lo scritto dell’Anonimo anticipa le critiche filosofiche della democrazia che, nel corso del IV secolo a.e.v., svilupperanno Platone e Aristotele.

Il curatore Francesco Ingravalle (Università del Piemonte Orientale) ha approntato quest’opera per ricordare i LV anni di attività delle Edizioni di Ar.

(Anonimo di Giamblico)

Anno

2018

Pagine

68

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