Dottrina del Fascismo. Vol II

10.00

Disponibile

Fine dello Stato

2 disponibili

Autore:Carlo Costamagna
Casa editrice: Edizioni di Ar

Dottrina del Fascismo. II volume. Il fine dello Stato

Anno

1984

Pagine

191

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Carlo Costamagna

Carlo Costamagna (Quiliano, 21 novembre 1880[1] – Genova, 1º marzo 1965) è stato un giurista, politologo e politico italiano. Militò nell'Associazione Nazionalista Italiana e poi nel Partito Nazionale Fascista dalla sua costituzione. Nel 1924 fu consigliere nazionale del Partito Nazionale Fascista. Nominato segretario generale dell'organizzazione dei Consigli tecnici del PNF e segretario della Commissione dei Diciotto (o dei Soloni) collaborò con Alfredo Rocco[2] e Giuseppe Bottai all'elaborazione di norme che delineassero una nuova organizzazione dello Stato, sul modello del corporativismo, ed in particolare, alla stesura della "Carta del Lavoro", poi rivista per la versione finale da Alfredo Rocco. Sia nei suoi scritti che nella sua attività politica fu un difensore intransigente della dottrina del corporativismo[3]. In base a questo è stato giudicato dagli storici un estremista[4]. Fu deputato alla Camera del Regno dal 1929 e riconfermato nel 1934[5] Nel 1938 fu tra i firmatari del Manifesto della razza in appoggio all'introduzione delle leggi razziali fasciste[6]. Nel 1939 fu consigliere nazionale della Camera dei fasci e delle corporazioni[7]. Nel 1943 fu nominato Senatore del Regno[8]. Nel 1940 scrisse numerose voci dell'antigentiliano Dizionario di politica di Antonino Pagliaro, edito dalla Treccani per il PNF. Non aderì alla Repubblica sociale italiana. Nel dopoguerra partecipò alla fondazione del Movimento Sociale Italiano. Nel 1945 fu epurato dai suoi incarichi come magistrato e come docente universitario. Si impegnò per il superamento della epurazione, ma - una volta che questa fu accantonata - non rientrò nelle posizioni da cui era stato allontanato.