Errore Dello Spiritismo  

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Autore:René Guénon
COD: 9788879844086 Categorie: ,
Casa editrice: Luni

René Guénon, uno dei maestri contemporanei di quello che è stato definito il «Tradizionalismo integrale», all’inizio della sua attività pubblicò due opere contro altrettante «pseudo- religioni»: il teosofismo (1921) e lo spiritismo (1923), mentre una terza contro l’occultismo non fu mai scritta. Il suo scopo era combattere quella che Oswald Spengler ne Il tramonto dell’Occidente (1918-21) aveva definito la «seconda religiosità», la religiosità sfaldata e moribonda delle epoche di decadenza e crisi dei valori, come è in fondo l’attuale. Infatti, afferma Guénon in questo suo Errore dello spiritismo, «la storia dello spiritismo non è che un episodio della formidabile deviazione mentale che caratterizza l’Occidente odierno».

A 65 anni di distanza la sua analisi critica delle cause, degli sviluppi e degli esiti di una simile «dottrina» restano estremamente attuali, soprattutto considerando che oggi, in un momento in cui pullulano i movimenti «neo-spiritualisti», una guida critica per distinguere il positivo dal negativo è sempre più necessaria. René Guénon, uno dei più acuti critici del «mondo moderno», finalmente riconosciuto anche in Italia, segue nella sua analisi impietosa e nella sua controparte positiva, non argomentazioni scientifiche, sentimentali o filosofiche, ma il punto di vista di un «ordine metafisico» valido sempre, indicando quei superiori principi spirituali «senza i quali», egli scrive, «si rischia seriamente di perdersi nei tenebrosi labirinti del mondo inferiore».

Anno

2014

Pagine

400

René Guénon

"Non vi è dunque ragione di disperare; e quand’anche non si potesse sperare di raggiungere un risultato sensibile prima che il mondo moderno precipiti, questo non sarebbe un motivo per non cominciare un’opera la cui portata reale va ben oltre l’epoca attuale. Coloro che fossero tentati di cedere allo scoraggiamento debbono pensare che nulla di quanto viene compiuto in quest’ordine può mai andar perduto; che il disordine, l’errore e l’oscurità possono trionfare solo in apparenza e in modo affatto momentaneo; che tutti gli squilibri parziali e transitori debbono necessariamente concorrere alla costituzione del grande equilibrio totale e che nulla potrà mai prevalere in modo definitivo contro la potenza della verità: la loro divisa sia quella adottata in altri tempi da certe organizzazioni iniziatiche dell’Occidente: Vincit omnia Veritas.”