Giuseppe Bottai

6.00

Disponibile

Negli anni Cinquanta, Bottai avrebbe potuto dare un senso al partito post-fascista, sottraendolo alla solitudine sognante un’anacronistica alternativa di sistema, prima di adeguarlo al compito di riformare la democrazia liberale. Bottai fu purtroppo respinto da quell’invidia mascherata da sterile intransigenza, che condurrà la destra italiana sulle vie di quella cieca ambizione, che passerà dall’antifascismo farneticante alla catastrofica identità liberale, prima di essere maciullata dall’ingranaggio costruito dall’oligarchia mondialista.

2 disponibili

Autore:Piero Vassallo
Casa editrice: Solfanelli

In un’epoca segnata dalla depravazione della politica moderna e dalla inarrestabile baldoria degli usurai, la riforma corporativa dello Stato, elaborata nella Normale di Pisa, offre un termine di paragone utile agli studiosi seriamente impegnati nella ricerca di una via d’uscita dall’angoscioso/soffocante tunnel mondialista. Di qui la proposta di riabilitare il pensiero di Giuseppe Bottai, il geniale politologo, che aveva svelato le ragioni del primato del cattolicesimo nell’esperienza fascista.
Negli anni Cinquanta, Bottai avrebbe potuto dare un senso al partito post-fascista, sottraendolo alla solitudine sognante un’anacronistica alternativa di sistema, prima di adeguarlo al compito di riformare la democrazia liberale. Bottai fu purtroppo respinto da quell’invidia mascherata da sterile intransigenza, che condurrà la destra italiana sulle vie di quella cieca ambizione, che passerà dall’antifascismo farneticante alla catastrofica identità liberale, prima di essere maciullata dall’ingranaggio costruito dall’oligarchia mondialista.

Anno

2014

Pagine

56

Piero Vassallo