Il Capo di Cuib

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“La vita legionaria é bella. Ma non é bella per ricchezze, per divertimenti e lusso. E’ bella invece per il gran numero di pericoli che essa offre al legionario; bella per il nobile cameratismo che lega tutti i legionari dell’intero paese in una santa fratellanza di lotta; bella -in misura sublime- per l’inflessibile, virile comportamento di fronte alla sofferenza.”
Ciò che fa l’inattualità, quindi la perennità, di questo libretto – breviario di ortodossia e di ortoetica che, steso da Codreanu per i legionari della ‘Guardia di Ferro’, venne da Nae Jonescu paragonato agli Esercizi spirituali di s. Ignazio di Loyola – è il suo intendimento di allevare anime. Di fare dell’anima il soggetto che nell’uomo guida la contemplazione e ne disciplina la concentrazione e la comprensione: il presidio da cui sorvegliare i moti del corpo della storia. Nel tempo l’émpito della decadenza vorrebbe affondare tutto – essenze spirituali, stili di vita, lineamenti estetici -, e poi trascinare il tempo stesso verso la dissoluzione. E allora ciò che fonda il tempo, che lo precede e domina, a insorgere e ad aspettare la storia al varco: per purgarla e purificarla. Ben accordati dai canoni etici di Codreanu, gli strumenti delle anime dei legionari tentarono questa opera, e se, nell’immediato, le loro voci non riuscirono a soffocare il rumore del tempo, la vibrazione che ne rimane ancora tonifica l’attenzione ed edifica l’attesa per l’Ordine – all’interno dell’uomo e delle sue comunità – da parte di quanti non si piegano alla congiuntura della storia. 
(R)

8 disponibili

Autore:Corneliu Zelea Codreanu
Casa editrice: Edizioni di Ar
“La vita legionaria é bella. Ma non é bella per ricchezze, per divertimenti e lusso. E’ bella invece per il gran numero di pericoli che essa offre al legionario; bella per il nobile cameratismo che lega tutti i legionari dell’intero paese in una santa fratellanza di lotta; bella -in misura sublime- per l’inflessibile, virile comportamento di fronte alla sofferenza.”
Ciò che fa l’inattualità, quindi la perennità, di questo libretto – breviario di ortodossia e di ortoetica che, steso da Codreanu per i legionari della ‘Guardia di Ferro’, venne da Nae Jonescu paragonato agli Esercizi spirituali di s. Ignazio di Loyola – è il suo intendimento di allevare anime. Di fare dell’anima il soggetto che nell’uomo guida la contemplazione e ne disciplina la concentrazione e la comprensione: il presidio da cui sorvegliare i moti del corpo della storia. Nel tempo l’émpito della decadenza vorrebbe affondare tutto – essenze spirituali, stili di vita, lineamenti estetici -, e poi trascinare il tempo stesso verso la dissoluzione. E allora ciò che fonda il tempo, che lo precede e domina, a insorgere e ad aspettare la storia al varco: per purgarla e purificarla. Ben accordati dai canoni etici di Codreanu, gli strumenti delle anime dei legionari tentarono questa opera, e se, nell’immediato, le loro voci non riuscirono a soffocare il rumore del tempo, la vibrazione che ne rimane ancora tonifica l’attenzione ed edifica l’attesa per l’Ordine – all’interno dell’uomo e delle sue comunità – da parte di quanti non si piegano alla congiuntura della storia. 
(R)
Titolo

Il Capo di Cuib

ISBN

9788889515488

Corneliu Zelea Codreanu

Fu nostra volontà che la Legione si formasse su un evidente base cristiana, per poter affrontare la miscredenza del mondo e per poter preparare questi giovani alla resistenza nei mesi di odio e di malvagità che sarebbero sopraggiunti su di loro e su di noi. Cosi, mentre fondando la Legione li esponevamo all’odio del mondo, nello stesso tempo davamo loro anche l’antidoto necessario, la fede in Dio. Questo fu il carattere primario della Legione. Il secondo fu il carattere guerriero della disciplina, del coraggio, del sacrificio, della fiducia nelle proprie possibilità. Era una fusione meravigliosa: l’Icona rappresentava la fede, e la guardia che le si faceva giorno e notte rappresentava lo spirito guerriero. Da questi due caratteri è scaturita la Legione.