Il generale Vaccaro

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L’epopea dello sport italiano da lui guidato a vincere tutto

 

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Autore:Mario Pennacchia
Casa editrice: Pagine

Il libro:

Un’accurata biografia di uno degli uomini di sport più famosi del XX secolo. Mario Pennacchia ci svela le vicende di un dirigente appassionato e capace che aveva compreso con largo anticipo la direzione che lo sport italiano stava prendendo e ha preparato il terreno per i suoi successi. Coerente e leale, Giorgio Vaccaro ha pagato sulla propria pelle le scelte politiche effettuate ma, fino all’ultimo, ha agito nell’interesse generale dell’ideale agonistico e sportivo. Inoltre fu colui che, con grande abilità, riuscì ad evitare nel 1927 la fusione, auspicata dal regime, della S.S.Lazio con le altre società calcistiche capitoline che diedero origine all’ A.S. Roma.

«Non c’è il rischio di imitarlo ». Così il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete definisce l’incredibile figura del generale Giorgio Vaccaro, protagonista del libro «Il Generale Vaccaro», scritto da Mario Pennacchia, caporedattore della redazione romana della Gazzetta dello Sport dal ’78 all’88, ed edito da Nuove Idee (180 pagine, 15 euro). Nella prefazione il presidente del Coni, Gianni Petrucci, lo definisce «uno dei più grandi personaggi del novecento sportivo». Factotum Presidente della Federcalcio in occasione dei Mondiali vinti dall’Italia nel ’34 e nel ’38, segretario generale del Coni e capo delegazione olimpica a Berlino ’36, fondatore e presidente della Federugby, presidente della Lazio e del circolo Canottieri Aniene: nello sport Vaccaro è stato di tutto e di più. Non a caso Pennacchia dice di lui che è stato «il protagonista dell’epopea dello sport italiano, da lui guidato a vincere tutto. Ho scritto il libro con rabbia — ha aggiunto — perché di Vaccaro c’erano pochissime tracce ed a lungo s’è fatto a meno di parlare di lui». Alla presentazione ieri pomeriggio all’Aniene, con Giovanni Malagò a fare gli onori di casa, c’erano pure il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi, il presidente del Canottieri Lazio Antonio Buccioni ed i nipoti di Vaccaro, Giorgio e Alessandro. Proprio Buccioni ha ricordato lo storico episodio del 1927, quando Vaccaro impedì la fusione della Lazio con altre tre squadre romane per fondare l’As Roma: «È stato un bene per la città, altrimenti non avremmo potuto goderci uno dei derby più esaltanti del calcio mondiale».

Anno

2008

Pagine

153

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Mario Pennacchia