Il mio ritorno

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una missione incomparabile, della quale non può esserci fine

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Autore:Claudio Rutilio Namaziano
Casa editrice: Edizioni di Ar

“FECISTI PATRIAM DIVERSIS GENTIBUS UNAM: A genti tra loro remote tu hai dato un’unica patria… URBEM FECISTI QUOD PRIUS ORBIS ERAT: una città hai fatto di quello che prima era il mondo. Tutto il libro The dream of Rome (Londra 2006) dell’attuale Primo ministro britannico è nello ‘spirito’ di Rutilio Namaziano. Questi lo effonde nel suo poemetto DE REDITU SUO-Il mio ritorno, pervaso da un possente sentimento di romanità, che trova accenti di autentico fervore nell’esaltazione della città vero caput mundi. Il fatto che, mentre Rutilio scrive, l’Urbe giaccia prostrata e sfigurata dal sacco di Alarico non induce il Poeta ad una celebrazione puramente nostalgica della di lei grandezza [.] Nell’esaltare Roma quale dea, egli non si induce a un mero elenco di bellezze e magnificenze, né a tracciare un bilancio storico pur entusiasmante […] Nessuno direbbe, leggendo Rutilio, che egli scriva solo sette anni dopo lo scempio del 410, tanto intangibile e intramontabile è per lui la gloria di Roma: il lettore sente che la nostra espressione la ‘Città eterna’ da qui è nata e da qui ha tratto le risonanze emotive che suscita tuttora. L’Urbe è per il Poeta veramente eterna: dalla predestinazione che ne fissa ab origine nascita e destino allo svolgersi storico di una missione incomparabile, della quale non può esserci fine.”

Anno

2020

Pagine

102

Claudio Rutilio Namaziano