Il popolo italiano (1956-1957)

17.00

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Raccolta di scritti di J.Evola sulla rivista “Il popolo italiano”

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Autore:Julius Evola
COD: 9788875574451 Categorie: ,
Casa editrice: Pagine

Il libro:

L’attività “rettificatrice” di Julius Evola nel mondo del neofascismo italiano del dopoguerra non è stata mai
documentata, analizzata e spiegata a fondo, eppure fu importante per condurre la generazione dei giovani che
avevano perduto la guerra (o non avevano fatto in tempo a perderla, ma in quel clima vivevano) verso una concezione
più ampia e profonda che non fosse quella riducibile al “nostalgismo”. Evola non ha mai condannato
nulla a priori, ma sempre separato i valori fondamentali dal contingente. Ed è quello che fece nella sua attività
pubblicistica sulle varie riviste della destra dell’epoca, sia in quotidiani per così dire collaterali e fiancheggiatori,
come fu quello di Pino Romualdi che nel 1956 fondò polemicamente Il Popolo italiano, la cui analisi qui si presenta
per la prima volta dopo quasi sessant’anni. Il saggio introduttivo di Giovanni Sessa colma così una grave
lacuna: la storia di un quotidiano come Il Popolo italiano sino ad oggi ignorata, ricostruendone la vicenda editoriale
e politica, le prospettive culturali, gli scopi contingenti, e collocandola nel più ampio panorama delle vicende
del Movimento Sociale, ne fa capire le ragioni della nascita e l’ambito in cui si collocò.

Anno

2014

Pagine

188

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Julius Evola

"È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta".