L’ idealismo pratico di Richard N. Coudenhove-Kalergi. I fondamenti ideologici del suo piano

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Molti sentono parlare del Piano Kalergi e lo riferiscono confusamente all’ambito dell’immigrazione, ma fanno fatica a focalizzare le notizie. Questo testo si propone di colmare la lacuna – non semplicemente sul versante dei fatti, ma soprattutto su quello dell’origine culturale di un “progetto” per molti versi fantapolitico.

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Autore:Carlo A. Pedretti
Casa editrice: Ritter

Molti sentono parlare del Piano Kalergi e lo riferiscono confusamente all’ambito dell’immigrazione, ma fanno fatica a focalizzare le notizie. Questo testo si propone di colmare la lacuna – non semplicemente sul versante dei fatti, ma soprattutto su quello dell’origine culturale di un “progetto” per molti versi fantapolitico. L’ideatore di un rimescolamento razziale in Europa e nel mondo, così da ottenere una massa di meticci dominabili con facilità, è il conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), suddito austriaco, poi cittadino cecoslovacco, in seguito naturalizzato francese, esule negli U.S.A. durante la seconda guerra mondiale e deciso assertore degli Stati Uniti d’Europa fino agli anni Venti. Kalergi aveva le carte in regola per essere legato non ad una nazionalità specifica, ma ad un intero continente, l’Europa, e, in considerazione della madre giapponese, all’Eurasia, con buoni rapporti con l’alta finanza ebraica, quella che, durante la grande guerra, aveva stretto un patto di contro-assicurazione per il tramite della famiglia Warburg, quella che finanziava i rivoluzionari russi per far crollare un sistema e sostituirlo con un altro. A lui dobbiamo l’attuale Europa.

Anno

2018

Pagine

311

Carlo A. Pedretti