La conquista di Berlino

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C’è sempre modo di infrangere le resistenze, qualora vi sia la volontà dello scopo

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Autore:Joseph Goebbels
Casa editrice: Edizioni di Ar

“Noi volevamo. Questo doveva bastare. La missione che ci eravamo imposta era necessaria. Questo doveva essere sufficiente. C’è sempre modo di infrangere le resistenze, qualora vi sia la volontà dello scopo.”

Questa dichiarazione dell’Autore spiega il senso dell’opera Kampf um Berlin, la cui versione italiana – apparsa per i tipi di Ar nel 1978, con il titolo La conquista di Berlino – viene ora riproposta nella collezione ‘Il tempo e l’epoca dei fascismi’.

Esponente del fascismo tedesco, Joseph Goebbels era uomo della volontà. In Europa, i fascisti erano innervati dalla volontà: di mettere in forma la politica mondiale, secondo la visione della vita che per loro, gli estremisti delle “idee senza parole”, significava una incursione affermativa delle qualità in ordine dell’uomo nel disordine della modernità. E noi? Abbiamo deciso, tutti quanti, da ex-estremisti, deformati più che riformati, di giustificarci, redimerci, ripudiare la salute del branco per abbandonarci, masnadieri stremati, alla ‘salvezza’ – nei cenacoli delle parole senza idee? Noi dobbiamo non giustificarci ma osservare quella che per Goebbels era la consegna (die Aufgabe) del soldato politico: semplicemente, volere il nostro dovere.

Indice

Il “caso” Goebbels e il dibattito sul nazionalsocialismo

Appunto dell’editore 1

La conquista di Berlino

Introduzione

I. Arrivo nella Capitale

II. Il Movimento a Berlino

III. Malgrado il terrore

IV. La S.A. sconosciuta

V. Slancio sanguinoso

VI. Lo scioglimento

VII. Vessazioni poliziesche

VIII. “Der Angriff”

IX. I fedeli e i vigliacchi

X. Norimberga 1927

XI. La crisi superata

XII. Fuorilegge… non morto

Appendice

Proclama di Goebbels al popolo di Berlino il 23 aprile 1945

Testamento politico di Adolf Hitler

Appendice di Goebbels al testamento politico del Fuehrer

Anno

2016

Pagine

198

Joseph Goebbels

«Giunti dall’officina o dall’ufficio, dalle luminose case dell’ovest o dagli squallidi cortili degli alloggi dei disoccupati, gli uomini della Vecchia Guardia erano tutti seduti là. Con cuore ardente, essi prestarono giuramento solenne di continuare a dedicarsi alla causa che noi serviamo con disinteresse, con tutte le nostre forze, e che nessuna potenza al mondo avrebbe potuto costringerci ad abbandonare. Al di là del terrore e della repressione, delle angherie e della prigione, trionfavano il diritto e la verità e la bandiera della nostra fede si levava di nuovo fiammeggiante. Possono piegarci, ma non spezzarci. Possono metterci in ginocchio, ma noi non capitoleremo mai!»