Le Sacre Radici del Potere

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Scelta di saggi politici 1929-1974 a cura di Renato Del Ponte.

 

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Autore:Julius Evola
Casa editrice: arya

A ventitré anni dalla prima edizione di questo volume che, insieme con l’indimenticabile amico ingegnere Rinaldo Orengo (1895-1991), mettemmo a punto nel 1986, vede oggi la luce questa nuova edizione per la casa editrice Arya di Genova.

Essa appare con l’aggiunta di alcuni nuovi scritti sul tema tratti dalla rivista evoliana “La Torre” (1930) e da collaborazioni ai periodici “La Nobiltà della Stirpe” (1933), “Rivolta Ideale” (1953) e al quotidiano “La Stampa” (1943).

Come si potrà desumere dalle date di prima composizione, gli argomenti oggetto della presente antologia rappresentano un po’ una “costante” del pensiero evoliano. Infatti dal saggio Sul significato dell’aristocrazia del febbraio 1929 o da quello dedicato alla Consacrazione dei Re e lo Spirito Santo del 15 aprile 1930, sino a quello sul Significato e funzione della Monarchia, uscito nel 1969 in appendice ad un libro di Karl Loewenstein, pur nel comprensibile mutare dello stile e nella crescita delle capacità di analisi, l’accento è in ogni caso posto sul lato trascendente dell’ideale monarchico e aristocratico.

In questa vera e propria metafisica della Monarchia non ha spazio alcuno il riferimento – per quanto sincero, patetico o anacronistico che possa essere – al cosiddetto legittimismo, alla discussione sterile, che ancora in un recente passato poté contrapporre “fedeli” o sostenitori dell’una o dell’altra Casa regnante, di recenti o antichi Sovrani che si sono alternati nei territori di questa infelice nazione che si chiama Italia, ma l’idea, pura e olimpica, quasi “l’idea platonica” della sovranità: quella che una superiore forza divina è in grado di conferire a certe particolari personalità.

Anno di pubblicazione

2010

Pagine

284

Julius Evola

"È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un'assoluta intransigenza l'idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell'uomo nuovo, dell'uomo della resistenza, dell'uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest'uomo spetterà il futuro. Ma quand'anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta".