Lettera a Gorbaciov

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Islam, comunismo e decadenza Occidentale

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Autore:Khomeyni Ruhollah

In tale lettera il carismatico leader della rivoluzione iraniana chiedeva al segretario del Pcus di riconoscere pubblicamente che il comunismo aveva fallito nel suo tentativo di distruggere la “satanica” civiltà occidentale e che pertanto sulla scena mondiale restava solo una forza capace di lottare con efficacia contro l’imperialismo capitalistico: l’Islam.

(Luciano Pellicani, “Mondoperaio”, 43, 10, ottobre 1990)

Le Edizioni all’insegna del Veltro (…) hanno pubblicato oramai da qualche anno dei libretti di notevole interesse culturale e politico. Tali libretti sono rimasti sconosciuti ai più, ma meritavano e meritano ben altra attenzione. Tra questi, spiccano due lettere dell’Imam Khomeyni, indirizzate rispettivamente a Gorbaciov e al papa Giovanni Paolo II. (…) A Gorbaciov, l’Imam riconosce “… il coraggio di procedere alla revisione di una ideologia che da anni teneva prigionieri in una fortezza di ferro i figli rivoluzionari della terra”. A questo riconoscimento, si aggiunge però una preoccupazione: che i governanti sovietici, dopo aver opportunamente riconosciuto gli errori dei loro predecessori, siano tentati “… dal verde giardino del mondo occidentale”. Sarebbe proprio qui il pericolo, sempre per Khomeyni, poiché egli non ha tema di affermare che “la verità è altrove”.

(Sebastiano Maffettone, “Il Mattino”, 24 novembre 1993)

Anno

1989

Pagine

20

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Khomeyni Ruhollah

Ruḥollāh Moṣṭafāvī Mōsavī Khomeynī è stato un politico e imam iraniano. Fu un Grande ayatollah, capo spirituale e politico del suo Paese come Guida suprema dell'Iran dal 1979 al 1989. "L’Iran non è nelle mie mani. L’Iran è nelle mani del popolo. Perché è stato il popolo a consegnare il paese al suo servitore, a colui che vuole il suo bene".