L’Imperatore Maioriano

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quella lotta disperata, da lui intrapresa contro un male ormai divenuto incurabile, lo ha reso grande e degno di studi

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Autore:Luigi Cantarelli
Casa editrice: Edizioni di Ar

Indebolire la potenza dei nemici esterni dell’Impero occidentale [.]; migliorare, con savi provvedimenti, le misere condizioni, politiche, sociali ed economiche, in cui versava, internamente, lo Stato; ricondurre infine a severità e disciplina l’affievolito spirito militare, tal fu lo scopo grandioso che Maioriano si prefisse dal primo momento in cui venne assunto all’Impero, e al quale consacrò tutto sé stesso fino a perderne miseramente la vita. Se la forza delle cose impedì che il suo disegno potesse tradursi, del tutto, in realtà, e produrre effetti durevoli ed efficaci, ciò non scema per nulla, a nostro avviso, la sua fama; anzi quella lotta disperata, da lui intrapresa contro un male ormai divenuto incurabile, lo rende, ai nostri occhi, più grande e degno quindi di studio. Noi crediamo infatti esser vere quelle parole scritte dal Machiavelli nel suo proemio alle Istorie fiorentine, vale a dire che «le azioni che hanno in sé grandezza, comunque elle si trattino, qualunque fine abbino, pare portino agli uomini più onore che biasimo».

Essenzialmente uomo d’armi, il generale Maioriano si dimostrò anche grande statista quando fu chiamato alla guida dell’Impero. Egli volle provare a ridare forza e potenza alla compagine imperiale, con riforme politiche, istituzionali ed economiche, tese a rafforzare il prestigio di Roma all’esterno e la romanità all’interno. Fu proprio basandosi sulle antichè virtù capitoline che Maioriano volle ripristinare la disciplina nelle Legioni e la severità nella comunità occidentale. Anche se il suo fu un tentativo effimero, perchè regnò per soli quattro anni, ciò non ne compromette la grandezza.

Anno

2020

Pagine

64

Luigi Cantarelli