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La marcia su Roma, l’uccisione di un Fascista a Catania e le trame di un ministro

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Autore:Fernando Massimo Adonia
Casa editrice: Eclettica

Una morte sospetta, un caso irrisolto. Carlo Amato, diciassette anni di età, muore a Catania il 2 novembre 1922 nei giorni della Marcia su Roma, ucciso da un colpo di rivoltella. Il suo nome è subito innalzato sugli altari della Rivoluzione fascista. E mentre il Regime gli dedica strade, lapidi e scuole, le indagini per arrivare ai nomi dei suoi sicari, tra mille ipocrisie, finiscono in un binario morto. Dopo la Seconda Guerra Mondiale prenderà piede, addirittura, l’ipotesi malevola del fuoco amico. Fonti inedite di archivio ci permettono oggi di riscrivere il diario di quelle ore. Quanto emerge imbarazza un po’ tutti: fascisti, antifascisti e democratici convinti di ieri e dell’altro ieri. Una verità che in un certo qual modo fa da contraltare a Privo di titolo (2005) di Andrea Camilleri, romanzo che smonta tra le polemiche il mito «dell’unico martire fascista siciliano, Gigino Gattuso».
Sullo sfondo dei fatti rievocati, le spaccature nel Pnf siciliano; l’opa sul partito lanciata dal Ministro fiancheggiatore Gabriello Carnazza, figura tirata di recente in ballo nelle indagini storiche sull’omicidio Matteotti; e l’infinita guerra tra clientele che travaglia da sempre l’Isola tanto da condizionare anche l’azione di Benito Mussolini a Palazzo Chigi. Insomma, uno scenario tale e quale sia che al Governo c’è il Pnf, la Dc, il Centrodestra o il Partito democratico.

Anno

2017

Pagine

171

Fernando Massimo Adonia