Prussianesimo e socialismo

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ragionamenti politici spengleriani

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Autore:Oswald Spengler
Casa editrice: Edizioni di Ar

Questo breve scritto, che inaugura la serie dei ragionamenti politici spengleriani, ha tratto origine da appunti presi per il Tramonto dell’Occidente, e precisamente per il secondo volume, del quale costituivano in parte addirittura il nucleo da cui si è sviluppato il complesso della sua filosofia. Gli eventi connessi alla prima guerra mondiale e al crollo del Reich tedesco trovano vasta eco in queste pagine, ma il lettore percepirà, nei giudizi e nelle valutazioni, un’ampiezza di respiro e una profondità prospettica tali da limitare la necessità di una contestualizzazione storica.

Anno

1994

Pagine

122

Oswald Spengler

“Di fronte a questo destino (…), meglio una vita breve ma densa di fatti e di gloria che una vita lunga e vuota (…); il tempo non si può fermare: non vi sono saggi ritorni né prudenti rinunce. Soltanto i sognatori sperano nelle vie di salvezza. L’ottimismo è viltà. (…) Non abbiamo alternative. Il nostro dovere è di tener fermo sulle posizioni perdute, anche se non c’è più speranza né salvezza. Tener fermo, come quel soldato romano le cui ossa furono trovate a Pompei davanti a una porta: egli morì perché al momento dell’eruzione del Vesuvio si dimenticarono di scioglierlo dalla consegna. Questa è grandezza, questo significa aver razza. Una fine onorevole è l’unica cosa che non si può togliere all’uomo”.