Shakti e Shakta

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Autore:Arthur Avalon
Casa editrice: Mediterranee

 

 

Le tre religioni principali dell’India, il Brahmanesimo, il Buddhismo e lo Jainismo, hanno alcuni fondamenti comuni. Esse affermano che il mondo è un cosmos, un ordine, e non un caos. L’ordine del mondo è Dharma, il quale sostiene l’universo; senza di esso il mondo si dissolverebbe nel nulla.

Se esiste un apparente disordine, questo è solo temporaneo, ma l’ordine, voluto dalla natura, alla fine si affermerà. l’uomo religioso è colui che si sente legato a tutte le cose, mentre quello irreligioso considera egoisticamente tutto dal punto di vista del suo io limitato e dei propri interessi, senza curarsi dei suoi simili e del mondo.
La buona condotta produce il bene, mentre la cattiva condotta produce il male: esiste una giustizia immanente, la quale può manifestarsi subito o successivamente, ma il frutto di nessuna azione va perduto. Ciò che non si paga in questa vita si pagherà in un’altra, e ciascuno rinascerà nel mondo fino a che non si libererà dal desiderio. Il Karma è l’azione provocata dal desiderio di godere l’universo della forma, e ciascuna azione non buona (adharma) provocherà una reazione che dovrà ricondurre all’equilibrio.

L’assenza del desiderio, che stacca l’individuo dalla forma, conduce al nirvana, o stato di beatitudine, in cui si giunge al di là del manifesto divenendo il “Quello”. Tale sarebbe lo scopo diretto e ultimo dell’umanità. Per quanto riguarda Dio, si può affermare o negarne l’esistenza, oppure ritenere di non avere elementi sufficienti per pronunciarsi.

Shiva e Shakti costituiscono i due aspetti dell’unico Brahman. Il Dio Shiva, coscienza immutabile, si manifesta attraverso la Shakti, mutevole potenza che si esprime come mente o come materia.

Gli Shakta sono, dunque, gli adoratori della Shakti, ossia di Dio sotto specie di Madre come il Potere supremo che crea, sostiene, e, giunti i tempi, riprende in sé l’universo. La Shakti teologicamente non è maschile, né femminile, né neutra; viene però adorata come Grande Madre, poiché rappresenta, in questo suo aspetto, il Dio attivo, che produce, nutre e mantiene ogni cosa. E il praticante adora i suoi piedi di loto, la polvere dei quali sono milioni di universi.

Anno di pubblicazione

1997

Pagine

543

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Arthur Avalon