Vivere ardendo e non bruciarsi mai

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per l’Italia, il comandante d’Annunzio, la terra di Fiume e tutti, proprio tutti i “popoli oppressi”

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Autore:Léon Kochnitzky
Casa editrice: Edizioni di Ar

Per Léon Kochnitzky, “uomo di razze diversissime e di svariate colture” (così lo denominava l’“amico carissimo” Alberto Luchini, suo traduttore, sodàle di Julius Evola e, infine, capo dell’ ‘ufficio razza’ del ministero della cultura popolare), i legionari fiumani sono i danzatori del Bal des Ardents: sacerdoti e sacristi, officianti gravi, taluni, scalmanati lascivi, altri, della sarabanda scatenata in Fiume, la “città di vita “. Branchi di Centauri erano i legionari, “d’amor caldi e inebriati, accesi di vino e di lussuria”, ma pure esseri incendiati da quel fuoco sovrumano che è, negli uomini, la volontà: di resistere alla mansuetudine delle mandrie che ruminavano il sopruso (internazionale, della Società delle Nazioni, e nazionale, del governo di Nitti).

Ristampa anastatica di “La quinta stagione o i Centauri di Fiume”, in francese intitolato “Le Bal des Ardents ou la Saisons fiumanes”, stampato in prima edizione italiana nel 1922 per i tipi di Zanichelli.

Anno

2013

Pagine

258

Léon Kochnitzky