Voluspa

15.00

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I detti di colei che vede.

Con testo norreno a fronte

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Autore:Mario Polia
Casa editrice: Il Cerchio

 

Il libro: Il primo e più famoso poema dell’Edda Poetica. Racconta la storia della creazione del mondo e la sua futura fine narrata da una volva o veggente che parla ad Odino. è una delle più importanti fonti primarie per lo studio della mitologia norrena. La profezia inizia con un discorso ad Odino. La veggente inizia a narrare la storia della creazione del mondo in una forma ridotta. Spiega come abbia ottenuto la sua conoscenza, infatti conosce l’origine dell’onniscienza di Odino, ed altri segreti degli dei di Asgaror. La veggente parla di avvenimenti passati e futuri, toccando la maggior parte dei miti norreni, come la morte di Baldr avvenuta per mano di Hoor, architettata con l’inganno da Loki. Alla fine racconta la fine del mondo, il Ragnarok, e la sua seconda venuta. Il poema è interamente conservato nel Codex Regius (1270 circa) e nei manoscritti dell’Hauksbok (1334 circa), mentre buone parti di esso vengono citate nell’Edda in prosa di Snorri Sturluson (del 1220 circa). Il codex Regius consta di 63 strofe fornyroislag.

Testo norreno a fronte

Anno

1983

Pagine

112

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Mario Polia

Mario Polia (Roma, 20 maggio 1947), archeologo, antropologo ed etnografo, nonché specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni, ha diretto in Perù un programma di ricerca sulle tradizioni indigene e sullo sciamanesimo andino. Vincitore del Premio Paolo Toschi (1999) per la ricerca sul campo, è oggi curatore del Museo Demo-antropologico di Leonessa (Rieti). Già docente di ‘Antropologia Medica’ presso la Pontificia Universidad Católica di Lima e di ‘Antropologia’ alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, alterna ad una prolifica attività di saggista quella di conferenziere in Italia e all’estero.