Yamato Damashii

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La psiche e la virtù bellica del popolo giapponese

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Autore:Bartolomeo Balbi
Casa editrice: Edizioni di Ar
Un sottotitolo che non è millanteria di parole. Difficilmente il vocabolo ‘popolo’ è al suo posto nel descrivere l’agglomerato umano che convenzionalmente si definisce composto di connazionali. Ed è raro che a qualcuno o a qualcosa si possa fare il dono della certezza che possegga un’anima. Invece, quello giapponese è certamente un ‘popolo’ e il suo corpo è altrettanto certamente dotato di anima. Un’anima pura, regolare, limpida, intransigente, essenziale, leale, generosa. Dove le altre civiltà hanno conosciuto la storia come un corso rapinoso e lutulento e vario, il Giappone si è semplicemente esteso, facendo del tempo uno spazio, come in uno stato di grazia. L’incantesimo gli riuscì, forse, per l’attitudine a contemplare la fioritura del ciliegio, ad assumere come modello di eccellenza il momento di perfetto, eterno candore del ciliegio. Gli uomini del Paese degli Dei scoprirono che l’eternità non è imparentata con la durata, ma con la perfezione. Poi vennero fedeltà e onore. Poi vennero le innumerevoli guerre combattute e l’agio di condurre, con fortuna e grazia insieme, ogni impresa.

Sulla copertina:
Miki Suizan, Tre ragazze a passeggio a
Arashiyama durante la fioritura dei ciliegi
1925 (particolare).

Sulla controcopertina:
Elsa di spada lavorata a traforo con motivi
kuyô-mon e fiori di ciliegio (opera di
Hayashi Matashichi).

Anno

2009

Pagine

132

Bartolomeo Balbi