Libreria Cinabro

Alessandro Orsini: la voce più dissidente (che il Sistema possa concedere)

Questo professore della Luiss è finito sotto i riflettori dei salotti tv dedicati alla guerra in Ucraina, come voce fuori dal coro, discostandosi dalla narrazione manichea e infantile imposta dalla propaganda occidentale, per la quale le ragioni sono tutte da una parte e i torti tutti dall’altra.
L’esperimento di ingegneria sociale attuato con la pandemia, per cui esisteva solo una versione ufficiale alla quale adeguarsi, pena l’emarginazione sociale, lavorativa e sanitaria, è palesemente riuscito. I frutti di questa operazione di manipolazione dell’informazione e dell’opinione pubblica li stiamo vedendo proprio in questi giorni nel racconto dell’intervento militare Russo. Guai a chi provi a portare dei fatti storici, dei precedenti illustri, delle conclusioni logiche, per voler dimostrare che le cose stanno diversamente, se non all’opposto, di quello che viene detto unanimemente dai canali ufficiali di informazione: sono già stati tutti addestrati a ridicolizzare, respingere ed esautorare i novax, ora basta sostituirli con i “filorussi” (aggiungendo con voce lacrimevole che Putin è un pazzo) ed il gioco è fatto!
Ma dobbiamo ricordarci che il Sistema non è sprovveduto, e si assicura che ci sia sempre un utile NO per rafforzare e legittimare il suo Sì (chi ha letto il Trattato Del Ribelle sa bene di cosa parliamo), ma anche per raccogliere una buona fetta delle persone “pensanti” all’interno di un contenitore in fondo a lui non troppo ostile, dall’interno del quale non si mettono in discussione i fondamenti stessi sui quali il Sistema stesso si regge.
Ecco che arriviamo al nostro prof, trovando un illustre letterato, una persona di indubbia formazione accademica proprio sui temi storici e politici che oggi sono venuti alla ribalta, il quale si presenta premettendo di essere uno sfegatato filoamericano, un moderato, un amante dell’occidente libero, e sicuramente non un sostenitore di Putin (sottolineando, questo va detto, che tali premesse sono necessarie per potersi esprimere in televisione), per poi dimostrare a dei fastidiosi e faziosi interlocutori che le realtà dei fatti è ben lontana da quella che loro sono pagati per raccontare.
Lungi da noi voler mettere in discussione la sua onestà intellettuale, anzi apprezziamo chi ha il coraggio di esporsi contro il parere della massa e di confutare le semplificazioni mediatiche necessarie a formare tale parere. Qui vogliamo invece sottolineare che il motivo per cui questo professore appare in televisione, ed è diventato anche editorialista del Fatto Quotidiano, è che in fin dei conti egli non mette in discussione i presupposti ed i pilastri ideologici dell’occidente, che poi sono gli stessi del Mondo Moderno, della Nato, degli Usa, dell’Unione Europea… insomma degli attori che hanno creato, con un lento ma inesorabile lavoro di preparazione, la crisi in Ucraina e gli altri conflitti che negli anni passati hanno abbattuto governi, lanciato bombe e ucciso innocenti.
Quindi la contraddizione del nostro prof sta tutta nel voler condannare l’operato dei succitati attori, condividendo però le premesse su cui quell’operato si basa.
Ecco però che il nuovo personaggio della tv, mentre viene bersagliato sui social dal “mucchio selvaggio” di un popolo trasformato negli ultimi due anni in hater professionista, diventa al contempo l’idolo di quelli che hanno ancora una visione critica nei confronti della vulgata ufficiale ma che non riescono ad andare oltre le pareti create dal Sistema; ecco che questi ultimi vengono convogliati nel “contenitore“ discorde ma gradito al potere di cui abbiamo scritto all’inizio.
Non avremmo voluto, ma in conclusione e per dovere di cronaca dobbiamo citare solo di passaggio che dall’altra parte, insieme alla maggioranza, stavolta abbiamo trovato schierati tanti appartenenti alla cosiddetta “destra radicale” che a quanto pare non vedeva l’ora di tornare a gridare gli slogan degli anni 70 come “né USA né URSS: Europa!” o anche paragonare gli ucraini ai palestinesi e, perché no, ai pellerossa. Questa è la cifra della miopia storica che sta dimostrando “un certo ambiente”. 
Chi invece ha una prospettiva tradizionale sa bene che vicende di questo tipo possono essere lette solo dal punto di vista della cosiddetta “Guerra Occulta”, che nella fine dei tempi si fa sempre meno occulta e più catastrofica. Tanto poco occulta che le ragioni di questo conflitto, per entrare nel particolare, sono anche sotto gli occhi di tutti, basterebbe studiare i fatti e usare la logica, ma sicuramente è più semplice abbandonarsi alla corrente del politicamente corretto, arroccarsi nell’ideologia, o difendere qualche interesse di convenienza.

L’articolo Alessandro Orsini: la voce più dissidente (che il Sistema possa concedere) proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Questo professore della Luiss è finito sotto i riflettori dei salotti tv dedicati alla guerra in Ucraina, come voce fuori dal coro, discostandosi dalla narrazione manichea e infantile imposta dalla propaganda occidentale, per la quale le ragioni sono tutte da una parte e i torti tutti dall’altra.
L’esperimento di ingegneria sociale attuato con la pandemia, per cui esisteva solo una versione ufficiale alla quale adeguarsi, pena l’emarginazione sociale, lavorativa e sanitaria, è palesemente riuscito. I frutti di questa operazione di manipolazione dell’informazione e dell’opinione pubblica li stiamo vedendo proprio in questi giorni nel racconto dell’intervento militare Russo. Guai a chi provi a portare dei fatti storici, dei precedenti illustri, delle conclusioni logiche, per voler dimostrare che le cose stanno diversamente, se non all’opposto, di quello che viene detto unanimemente dai canali ufficiali di informazione: sono già stati tutti addestrati a ridicolizzare, respingere ed esautorare i novax, ora basta sostituirli con i “filorussi” (aggiungendo con voce lacrimevole che Putin è un pazzo) ed il gioco è fatto!
Ma dobbiamo ricordarci che il Sistema non è sprovveduto, e si assicura che ci sia sempre un utile NO per rafforzare e legittimare il suo Sì (chi ha letto il Trattato Del Ribelle sa bene di cosa parliamo), ma anche per raccogliere una buona fetta delle persone “pensanti” all’interno di un contenitore in fondo a lui non troppo ostile, dall’interno del quale non si mettono in discussione i fondamenti stessi sui quali il Sistema stesso si regge.
Ecco che arriviamo al nostro prof, trovando un illustre letterato, una persona di indubbia formazione accademica proprio sui temi storici e politici che oggi sono venuti alla ribalta, il quale si presenta premettendo di essere uno sfegatato filoamericano, un moderato, un amante dell’occidente libero, e sicuramente non un sostenitore di Putin (sottolineando, questo va detto, che tali premesse sono necessarie per potersi esprimere in televisione), per poi dimostrare a dei fastidiosi e faziosi interlocutori che le realtà dei fatti è ben lontana da quella che loro sono pagati per raccontare.
Lungi da noi voler mettere in discussione la sua onestà intellettuale, anzi apprezziamo chi ha il coraggio di esporsi contro il parere della massa e di confutare le semplificazioni mediatiche necessarie a formare tale parere. Qui vogliamo invece sottolineare che il motivo per cui questo professore appare in televisione, ed è diventato anche editorialista del Fatto Quotidiano, è che in fin dei conti egli non mette in discussione i presupposti ed i pilastri ideologici dell’occidente, che poi sono gli stessi del Mondo Moderno, della Nato, degli Usa, dell’Unione Europea… insomma degli attori che hanno creato, con un lento ma inesorabile lavoro di preparazione, la crisi in Ucraina e gli altri conflitti che negli anni passati hanno abbattuto governi, lanciato bombe e ucciso innocenti.
Quindi la contraddizione del nostro prof sta tutta nel voler condannare l’operato dei succitati attori, condividendo però le premesse su cui quell’operato si basa.
Ecco però che il nuovo personaggio della tv, mentre viene bersagliato sui social dal “mucchio selvaggio” di un popolo trasformato negli ultimi due anni in hater professionista, diventa al contempo l’idolo di quelli che hanno ancora una visione critica nei confronti della vulgata ufficiale ma che non riescono ad andare oltre le pareti create dal Sistema; ecco che questi ultimi vengono convogliati nel “contenitore“ discorde ma gradito al potere di cui abbiamo scritto all’inizio.
Non avremmo voluto, ma in conclusione e per dovere di cronaca dobbiamo citare solo di passaggio che dall’altra parte, insieme alla maggioranza, stavolta abbiamo trovato schierati tanti appartenenti alla cosiddetta “destra radicale” che a quanto pare non vedeva l’ora di tornare a gridare gli slogan degli anni 70 come “né USA né URSS: Europa!” o anche paragonare gli ucraini ai palestinesi e, perché no, ai pellerossa. Questa è la cifra della miopia storica che sta dimostrando “un certo ambiente”. 
Chi invece ha una prospettiva tradizionale sa bene che vicende di questo tipo possono essere lette solo dal punto di vista della cosiddetta “Guerra Occulta”, che nella fine dei tempi si fa sempre meno occulta e più catastrofica. Tanto poco occulta che le ragioni di questo conflitto, per entrare nel particolare, sono anche sotto gli occhi di tutti, basterebbe studiare i fatti e usare la logica, ma sicuramente è più semplice abbandonarsi alla corrente del politicamente corretto, arroccarsi nell’ideologia, o difendere qualche interesse di convenienza.

L’articolo Alessandro Orsini: la voce più dissidente (che il Sistema possa concedere) proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

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