Libreria Cinabro

Antagonismi o protagonismi?

Le continue acrobazie dialettiche, della nostra classe dirigente, che recluta ad ogni contestazione tutti gli apparati del sistema, hanno senza dubbio ipnotizzato una larga fetta dell’opinione pubblica, che si è adattata agli obblighi irragionevoli, oltre che anticostituzionali, pur di mantenere la stessa libertà di un cane legato alla catena.
Menzogne, che pur continuamente ripetute non sono, fino ad oggi, riuscite a piegare quanti hanno rifiutato di abdicare al normale buon senso e contestano più o meno apertamente le continue violazioni in atto. E fin qui avremmo vari punti di convergenza, oltre il quale, però, non possiamo proseguire, né provare entusiasmo per le varie sigle politiche partorite qua e là.
Queste, dietro l’alibi di un antagonismo al sistema, rivelano mediocri protagonismi la cui pluri frammentazione in tante parrocchie non scalfisce minimamente le immense risorse del potere insediato, al quale diventano funzionali, sia come parvenza di democrazia, sia quale capro espiatorio nel momento di un’ulteriore stretta sociale.
A tal proposito la Tradizione ci viene in aiuto nel ricordarci di vegliare contro l’oscurità dei nostri vizi, combattendo quotidianamente e silenziosamente la Grande Guerra Santa, per costruire un riparo, la cittadella interiore, a difesa dei valori di Verità, Fede, Onore; un atteggiamento ben lontano dal clamore mediatico al quale si concede anche la dichiarata opposizione.
Che si riesca a resistere o si possa essere travolti, il risultato non cambia, perché «…Per noi non esiste sconfitta o capitolazione, giacché la forza di cui vogliamo essere gli strumenti è invincibile per l’eternità» (C.Z. Codreanu).

L’articolo Antagonismi o protagonismi? proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Le continue acrobazie dialettiche, della nostra classe dirigente, che recluta ad ogni contestazione tutti gli apparati del sistema, hanno senza dubbio ipnotizzato una larga fetta dell’opinione pubblica, che si è adattata agli obblighi irragionevoli, oltre che anticostituzionali, pur di mantenere la stessa libertà di un cane legato alla catena.
Menzogne, che pur continuamente ripetute non sono, fino ad oggi, riuscite a piegare quanti hanno rifiutato di abdicare al normale buon senso e contestano più o meno apertamente le continue violazioni in atto. E fin qui avremmo vari punti di convergenza, oltre il quale, però, non possiamo proseguire, né provare entusiasmo per le varie sigle politiche partorite qua e là.
Queste, dietro l’alibi di un antagonismo al sistema, rivelano mediocri protagonismi la cui pluri frammentazione in tante parrocchie non scalfisce minimamente le immense risorse del potere insediato, al quale diventano funzionali, sia come parvenza di democrazia, sia quale capro espiatorio nel momento di un’ulteriore stretta sociale.
A tal proposito la Tradizione ci viene in aiuto nel ricordarci di vegliare contro l’oscurità dei nostri vizi, combattendo quotidianamente e silenziosamente la Grande Guerra Santa, per costruire un riparo, la cittadella interiore, a difesa dei valori di Verità, Fede, Onore; un atteggiamento ben lontano dal clamore mediatico al quale si concede anche la dichiarata opposizione.
Che si riesca a resistere o si possa essere travolti, il risultato non cambia, perché «…Per noi non esiste sconfitta o capitolazione, giacché la forza di cui vogliamo essere gli strumenti è invincibile per l’eternità» (C.Z. Codreanu).

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