Libreria Cinabro

Compiere un atto rivoluzionario: scegliere una vita eroica!

Siamo circondati e costantemente esposti a tutto ciò che è brutto, deforme, antiestetico, sgraziato, disarmonico, spesso e volentieri siamo spettatori di atteggiamenti meschini, codardi, vigliacchi e alcune volte vestiamo perfino le vesti di protagonisti. Viviamo nel mondo della realtà virtuale e degli zombie a tutte le ore. La vera RIVOLUZIONE non può che essere quella dell’uomo: modificare il nostro sentire, pensare, ascoltare, ancor prima che il nostro agire, riscoprire la bellezza di un’alba, la purezza della natura, educarsi al silenzio di una montagna, perseguire la virtù ed erigerla a metro di misura della propria integrità, coltivare il bello e il giusto in ogni ambito della propria vita, pretendere tutto da sé stessi anziché dagli altri.  
Dunque, cosa significa scegliere una visione eroica della vita?
Anzitutto, la risposta a questa domanda chiama ad una scelta. La scelta costituisce un “libero atto di volontà” ed in quanto tale presuppone, o se non altro dovrebbe presupporre, la consapevolezza della decisone presa. Molto spesso però, questa consapevolezza non è immediata e deve essere ricercata ed acquisita giorno dopo giorno: nella quotidianità, nelle diverse prove cui la vita ci chiama dinanzi ad un bivio, nei mille problemi che ci attanagliano e che tentano di sommergerci fino a farci voltare le spalle a quel sentiero che fino a ieri sentivamo esser quello giusto, quello vero.  Perché in fondo il cammino è tortuoso, pieno di insidie e di ostacoli, perché il richiamo delle passioni e delle suggestioni è forte, perché il fuoco che bruciava la nostra anima sembra affievolirsi giorno dopo giorno senza esser più alimentato, perché gli alibi che ci forniamo di volta in volta si fanno sempre più numerosi e perché nonostante tutto, i nostri migliori avvocati rimaniamo pur sempre noi stessi. E se la nostra scelta è stata quella di essere degni strumenti e testimoni di un mondo di principi e di valori eterni e immutabili, conseguenza di questa SCELTA deve essere la sua continua ed incessante affermazione, giorno dopo giorno e in ogni ambito della nostra esistenza.
Il guerriero è tale perché liberamente si offre in battaglia senza risparmiarsi. Dunque, è libero in quanto compie il più grande atto di amore che possa essere compiuto: il dono incondizionato.
L’eroe non è un uomo perfetto o colui il quale non prova sentimenti e passioni, non è nemmeno un incosciente che preso dal vitalismo superomistico si lancia in battaglia in modo del tutto irrazionale. Per evitare possibili fraintendimenti, è bene porre in netta contrapposizione la figura dell’EROE di contro a quella del TITANO. Entrambi sono uomini d’azione, guerrieri chiamati ad affrontare una prova decisiva. L’eroe è colui il quale si sacrifica, compie delle rinunce e affronta la prova alla quale è chiamato seguendo le orme della Tradizione, il suo destino è un ritorno all’origine, all’integrità; le prove e gli ostacoli sono affrontati e superati conformandosi ad una norma per affermare la giustizia e la verità, vincendo il caos e il disordine, prima di tutto interno, poi quello esterno. L’eroe non cede alla vita, l’affronta e ne esce vittorioso mentre il titano, in balia dei desideri più sfrenati e delle irrequietezze più insensate ne esce drammaticamente perduto e sopraffatto. Quanti amici, camerati (o sedicenti tali), abbiamo conosciuto o tutt’ora conosciamo, che presi da un moto interiore che li porta a rifiutare questo mondo credendo di percorrere la strada del ribelle finiscono per diventare degli asociali, degli emarginati o peggio ancora, in nome di una fantomatica “giustizia personale” percorrono le vie dell’infamia e della vigliaccheria pur di affermare una fuorviante, nonché personalissima, visione della giustizia e della verità. Il ribelle non si limita al solo rigetto di questo mondo, alla negazione assoluta. Dopo esser passato al bosco “…è deciso ad opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata”.  Ciò significa che prima di tutto è pronto a mettersi in gioco, a contrapporre una forza positiva e propositiva, è capace di canalizzare le proprie energie verso il costante miglioramento di sé e conseguenzialmente della realtà circostante.  Il ribelle è un modo di essere, ma scegliere una costante eroica della vita è uno stato dell’anima!
Sforzarsi di essere impeccabili giorno dopo giorno come figli, studenti, lavoratori, mariti, mogli e cosi via.. Non in un’ottica borghese, ma rivoluzionaria.
Questo non significa che non ci saranno dei cedimenti, che non ci saranno delle cadute o che leggendo queste parole tutto sarà più facile, no! Significa però che se l’attitudine eroica informa davvero il nostro spirito e la nostra volontà, tutto potrà piegarci ma nulla ci spezzerà! Ad ogni cedimento, seguirà un’avanzata ancora maggiore, ad ogni caduta (qualunque essa sia) ci rialzeremo con il sorriso di chi sa di aver scelto di essere strumento di quella forza che non conosce sconfitta o capitolazione poiché invincibile per l’eternità e se la strada si farà sempre più difficile avremo la certezza di percorrere il sentiero giusto e l’esempio dei fratelli che appartengono al nostro stesso fronte sarà la fiamma che alimenterà il fuoco del nostro cuore.
Allora si, che la fedeltà alla parola data sarà la misura del nostro ONORE, che quel cuore lanciato oltre l’ostacolo rappresenterà il CORAGGIO, che la gioia nel fare ciò che deve essere fatto diventerà SACRIFICIO, che fare ciò in cui si crede e cui si dice di essere dimostrerà la FEDELTA’ e il costante miglioramento di sé e della realtà si tramuterà in RIVOLUZIONE!

L’articolo Compiere un atto rivoluzionario: scegliere una vita eroica! proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Siamo circondati e costantemente esposti a tutto ciò che è brutto, deforme, antiestetico, sgraziato, disarmonico, spesso e volentieri siamo spettatori di atteggiamenti meschini, codardi, vigliacchi e alcune volte vestiamo perfino le vesti di protagonisti. Viviamo nel mondo della realtà virtuale e degli zombie a tutte le ore. La vera RIVOLUZIONE non può che essere quella dell’uomo: modificare il nostro sentire, pensare, ascoltare, ancor prima che il nostro agire, riscoprire la bellezza di un’alba, la purezza della natura, educarsi al silenzio di una montagna, perseguire la virtù ed erigerla a metro di misura della propria integrità, coltivare il bello e il giusto in ogni ambito della propria vita, pretendere tutto da sé stessi anziché dagli altri.  
Dunque, cosa significa scegliere una visione eroica della vita?
Anzitutto, la risposta a questa domanda chiama ad una scelta. La scelta costituisce un “libero atto di volontà” ed in quanto tale presuppone, o se non altro dovrebbe presupporre, la consapevolezza della decisone presa. Molto spesso però, questa consapevolezza non è immediata e deve essere ricercata ed acquisita giorno dopo giorno: nella quotidianità, nelle diverse prove cui la vita ci chiama dinanzi ad un bivio, nei mille problemi che ci attanagliano e che tentano di sommergerci fino a farci voltare le spalle a quel sentiero che fino a ieri sentivamo esser quello giusto, quello vero.  Perché in fondo il cammino è tortuoso, pieno di insidie e di ostacoli, perché il richiamo delle passioni e delle suggestioni è forte, perché il fuoco che bruciava la nostra anima sembra affievolirsi giorno dopo giorno senza esser più alimentato, perché gli alibi che ci forniamo di volta in volta si fanno sempre più numerosi e perché nonostante tutto, i nostri migliori avvocati rimaniamo pur sempre noi stessi. E se la nostra scelta è stata quella di essere degni strumenti e testimoni di un mondo di principi e di valori eterni e immutabili, conseguenza di questa SCELTA deve essere la sua continua ed incessante affermazione, giorno dopo giorno e in ogni ambito della nostra esistenza.
Il guerriero è tale perché liberamente si offre in battaglia senza risparmiarsi. Dunque, è libero in quanto compie il più grande atto di amore che possa essere compiuto: il dono incondizionato.
L’eroe non è un uomo perfetto o colui il quale non prova sentimenti e passioni, non è nemmeno un incosciente che preso dal vitalismo superomistico si lancia in battaglia in modo del tutto irrazionale. Per evitare possibili fraintendimenti, è bene porre in netta contrapposizione la figura dell’EROE di contro a quella del TITANO. Entrambi sono uomini d’azione, guerrieri chiamati ad affrontare una prova decisiva. L’eroe è colui il quale si sacrifica, compie delle rinunce e affronta la prova alla quale è chiamato seguendo le orme della Tradizione, il suo destino è un ritorno all’origine, all’integrità; le prove e gli ostacoli sono affrontati e superati conformandosi ad una norma per affermare la giustizia e la verità, vincendo il caos e il disordine, prima di tutto interno, poi quello esterno. L’eroe non cede alla vita, l’affronta e ne esce vittorioso mentre il titano, in balia dei desideri più sfrenati e delle irrequietezze più insensate ne esce drammaticamente perduto e sopraffatto. Quanti amici, camerati (o sedicenti tali), abbiamo conosciuto o tutt’ora conosciamo, che presi da un moto interiore che li porta a rifiutare questo mondo credendo di percorrere la strada del ribelle finiscono per diventare degli asociali, degli emarginati o peggio ancora, in nome di una fantomatica “giustizia personale” percorrono le vie dell’infamia e della vigliaccheria pur di affermare una fuorviante, nonché personalissima, visione della giustizia e della verità. Il ribelle non si limita al solo rigetto di questo mondo, alla negazione assoluta. Dopo esser passato al bosco “…è deciso ad opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata”.  Ciò significa che prima di tutto è pronto a mettersi in gioco, a contrapporre una forza positiva e propositiva, è capace di canalizzare le proprie energie verso il costante miglioramento di sé e conseguenzialmente della realtà circostante.  Il ribelle è un modo di essere, ma scegliere una costante eroica della vita è uno stato dell’anima!
Sforzarsi di essere impeccabili giorno dopo giorno come figli, studenti, lavoratori, mariti, mogli e cosi via.. Non in un’ottica borghese, ma rivoluzionaria.
Questo non significa che non ci saranno dei cedimenti, che non ci saranno delle cadute o che leggendo queste parole tutto sarà più facile, no! Significa però che se l’attitudine eroica informa davvero il nostro spirito e la nostra volontà, tutto potrà piegarci ma nulla ci spezzerà! Ad ogni cedimento, seguirà un’avanzata ancora maggiore, ad ogni caduta (qualunque essa sia) ci rialzeremo con il sorriso di chi sa di aver scelto di essere strumento di quella forza che non conosce sconfitta o capitolazione poiché invincibile per l’eternità e se la strada si farà sempre più difficile avremo la certezza di percorrere il sentiero giusto e l’esempio dei fratelli che appartengono al nostro stesso fronte sarà la fiamma che alimenterà il fuoco del nostro cuore.
Allora si, che la fedeltà alla parola data sarà la misura del nostro ONORE, che quel cuore lanciato oltre l’ostacolo rappresenterà il CORAGGIO, che la gioia nel fare ciò che deve essere fatto diventerà SACRIFICIO, che fare ciò in cui si crede e cui si dice di essere dimostrerà la FEDELTA’ e il costante miglioramento di sé e della realtà si tramuterà in RIVOLUZIONE!

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