È notizia di questi giorni che i cittadini di un distretto della capitale nipponica hanno eletto come sindacA una donna di origini giapponesi, ma che da anni risiede in Belgio, che ha svolto la sua campagna elettorale unicamente attraverso conferenze e propaganda online.
Una nuova “evoluzione” della democrazia: informatica e super tecnologica. La presenza fisica e l’importanza di saper guardarsi negli occhi sono state battute da una connessione veloce e una buona webcam.

(tratto da tgcom24.mediaset.it) – Giappone, si candida a sindaco di Suginami e viene eletta…ma vive in Belgio

Satoko Kishimoto ha vinto grazie a una campagna elettorale online

 
Satoko Kishimoto, una donna di 47 anni residente in Belgio, è stata eletta sindaca di Suginami, uno dei 23 “quartieri speciali” di Tokyo, suddivisione amministrativa in cui possono essere divise le prefetture giapponesi. Kishimoto è nata in Giappone ma abita con la propria famiglia a Leuven, a est di Bruxelles: grazie a una campagna elettorale portata avanti soprattutto online, è riuscita a battere, seppur di pochissimi voti, l’altro candidato.

L’elezione di Kishimoto è stata vista in Giappone come l’inizio di un nuovo periodo nella politica locale. Attivista e ambientalista, la nuova sindaca ha vissuto in Giappone fino a 25 anni, successivamente si è trasferita prima nei Paesi Bassi e poi in Belgio. Lavora come coordinatrice di progetti al Transnational Institute di Amsterdam, un’organizzazione che si occupa principalmente di alternative alla privatizzazione dell’acqua e di altri servizi pubblici.

 
In questi anni Kishimoto ha continuato a interessarsi a ciò che succedeva in Giappone, partecipando a numerosi incontri e conferenze online. Grazie alla sua campagna elettorale, basata sul porre un limite alle privatizzazioni e sul favorire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, è riuscita a superare le critiche di chi aveva contestato il fatto che vivesse all’estero. Ha vinto di pochissimo, con circa 200 voti di scarto rispetto all’altro candidato. Non si sa ancora se si trasferirà a Tokyo con la famiglia, come ha confermato suo marito Olivier Hoedeman a una radio fiamminga: “il nostro figlio più piccolo è ancora alle scuole medie e ha ancora qualche anno davanti, quindi trasferirsi in Giappone non sarebbe così semplice. Dobbiamo ancora pensarci”.

L’articolo Dallo smart working alla smart politica proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

È notizia di questi giorni che i cittadini di un distretto della capitale nipponica hanno eletto come sindacA una donna di origini giapponesi, ma che da anni risiede in Belgio, che ha svolto la sua campagna elettorale unicamente attraverso conferenze e propaganda online.
Una nuova “evoluzione” della democrazia: informatica e super tecnologica. La presenza fisica e l’importanza di saper guardarsi negli occhi sono state battute da una connessione veloce e una buona webcam.

(tratto da tgcom24.mediaset.it) – Giappone, si candida a sindaco di Suginami e viene eletta…ma vive in Belgio

Satoko Kishimoto ha vinto grazie a una campagna elettorale online

 
Satoko Kishimoto, una donna di 47 anni residente in Belgio, è stata eletta sindaca di Suginami, uno dei 23 “quartieri speciali” di Tokyo, suddivisione amministrativa in cui possono essere divise le prefetture giapponesi. Kishimoto è nata in Giappone ma abita con la propria famiglia a Leuven, a est di Bruxelles: grazie a una campagna elettorale portata avanti soprattutto online, è riuscita a battere, seppur di pochissimi voti, l’altro candidato.

L’elezione di Kishimoto è stata vista in Giappone come l’inizio di un nuovo periodo nella politica locale. Attivista e ambientalista, la nuova sindaca ha vissuto in Giappone fino a 25 anni, successivamente si è trasferita prima nei Paesi Bassi e poi in Belgio. Lavora come coordinatrice di progetti al Transnational Institute di Amsterdam, un’organizzazione che si occupa principalmente di alternative alla privatizzazione dell’acqua e di altri servizi pubblici.

 
In questi anni Kishimoto ha continuato a interessarsi a ciò che succedeva in Giappone, partecipando a numerosi incontri e conferenze online. Grazie alla sua campagna elettorale, basata sul porre un limite alle privatizzazioni e sul favorire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, è riuscita a superare le critiche di chi aveva contestato il fatto che vivesse all’estero. Ha vinto di pochissimo, con circa 200 voti di scarto rispetto all’altro candidato. Non si sa ancora se si trasferirà a Tokyo con la famiglia, come ha confermato suo marito Olivier Hoedeman a una radio fiamminga: “il nostro figlio più piccolo è ancora alle scuole medie e ha ancora qualche anno davanti, quindi trasferirsi in Giappone non sarebbe così semplice. Dobbiamo ancora pensarci”.

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