Libreria Cinabro

Facebook come in Orwell: i “2 minuti di odio” per un Occidente narcotizzato

«A causa dell’invasione russa dell’Ucraina, siamo tolleranti verso forme di espressione politica che normalmente violerebbero le nostre regole sui discorsi violenti come ‘morte agli invasori russi’» -Andy Stone, capo delle comunicazioni di Meta-
«Prima ancora che fossero passati una trentina di secondi d’Odio, incontrollabili manifestazioni di rabbia ruppero fuor da una metà del pubblico nella sala. […]Durante il suo secondo minuto, l’Odio arrivò fino al delirio. La gente si levava e si rimetteva a sedere con gran rimestio, e urlava per coprire quella voce maledicente che veniva dallo schermo. La bruna della fila dietro urlò “Porco, Porco, Porco”, afferrò un pesante dizionario e lo scagliò sul teleschermo[…]Una estasi mista di paura e di istinti vendicativi, un folle desiderio di uccidere, di torturare, di rompere facce a colpi di martello percorreva l’intero gruppo degli astanti». -G. Orwell-
Seguendo quella che può essere definita con troppa gentilezza “informazione”  in questi giorni, sembra di vivere terribilmente vicini (o forse di aver già superato) la soglia e il mondo distopico dei “due minuti di Odio” del romanzo orwelliano. Giornali, telegiornali, radio, social (con qualche lodevole e rarissima mosca bianca) hanno un solo, grande messaggio: fermiamo Putin, combattiamolo, sanzioniamo, facciamolo cadere politicamente e magari , perché no, ammazziamolo (la scelta velatamente preferita dai più!). Sembrano tutti dire: “Hey! È così semplice ragazzi!? Facciamo questo e tutti i problemi del mondo saranno risrisolti!”
Ed è terribile leggere di come, secondo un’esclusiva dell’agenzia stampa Reuters, Meta (facebook), l’azienda di Mark Zuckerberg, ha modificato temporaneamente le regole sull’incitamento all’odio, permettendo a chiunque di pubblicare sui social post violenti contro la Russia nel contesto dell’invasione dell’Ucraina. Sono inoltre consentiti messaggi e post in cui si inneggia alla morte del presidente russo Vladimir Putin e del presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
Putin, quale novello Emmanuel Goldstein, il Nemico supremo del Partito e dell’umanità nel capolavoro distopico di George Orwell, 1984. Per scaricare la violenza collettiva contro la minaccia esterna, nel romanzo si legge di come il Grande Fratello abbia istituzionalizzato i due minuti d’odio, una pratica collettiva che viene esercitata sui luoghi di lavoro o dove sia possibile. Ci si riunisce al segnale emesso dagli altoparlanti davanti un teleschermo che proietta immagini del nemico supremo, e sequenze violente di guerra accompagnate da suoni e rumori fastidiosi studiati per coinvolgere gli spettatori. Dopo pochi secondi, il pubblico inizia a inveire contro il nemico o lo schieramento con cui ci si trova in guerra in quel momento, imprecando e lanciando oggetti contro il teleschermo. Vi ricorda qualcosa?
I due minuti d’odio sono la rappresentazione moderna più sofisticata di demonizzazione di un capro espiatorio. Il meccanismo è funzionale al mantenimento del controllo sul popolo e la scelta del Nemico viene sempre costruita e supportata da una propaganda pressante ad ogni livello della vita del cittadino.
Purtroppo per noi, come già detto, dal capolavoro orwelliano alla realtà, il passo è breve. La volontà di fomentare l’odio tra le parti rischia oggi non solo di sconfinare in una farsa grottesca dove si arriva a boicottare la vodka o i cartoni di Masha e Orso, ma anche in situazioni drammaticamente idiote ma non per questo meno terribili per molte persone – come testimoniano alcuni recenti fatti di cronaca nel nostro Paese ad esempio – colpite da isterie di massa e sfoghi di violenza gratuita a ogni livello, verbale e fisico, culturale e lavorativo.
Inoltre vorremo ricordare ai tanti “professionisti dell’informazione”, ai geopolitologi da tastiera, ai sostenitori della guerra per salvare l’Europa dal mostro russo e a tutti gli altri novelli guerrafondai della domenica, che nella realtà della vita, nel nostro 2022, passare dai 2 minuti d’Odio alle 2 pasticche di Iodio potrebbe essere un attimo.
 

L’articolo Facebook come in Orwell: i “2 minuti di odio” per un Occidente narcotizzato proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

«A causa dell’invasione russa dell’Ucraina, siamo tolleranti verso forme di espressione politica che normalmente violerebbero le nostre regole sui discorsi violenti come ‘morte agli invasori russi’» -Andy Stone, capo delle comunicazioni di Meta-
«Prima ancora che fossero passati una trentina di secondi d’Odio, incontrollabili manifestazioni di rabbia ruppero fuor da una metà del pubblico nella sala. […]Durante il suo secondo minuto, l’Odio arrivò fino al delirio. La gente si levava e si rimetteva a sedere con gran rimestio, e urlava per coprire quella voce maledicente che veniva dallo schermo. La bruna della fila dietro urlò “Porco, Porco, Porco”, afferrò un pesante dizionario e lo scagliò sul teleschermo[…]Una estasi mista di paura e di istinti vendicativi, un folle desiderio di uccidere, di torturare, di rompere facce a colpi di martello percorreva l’intero gruppo degli astanti». -G. Orwell-
Seguendo quella che può essere definita con troppa gentilezza “informazione”  in questi giorni, sembra di vivere terribilmente vicini (o forse di aver già superato) la soglia e il mondo distopico dei “due minuti di Odio” del romanzo orwelliano. Giornali, telegiornali, radio, social (con qualche lodevole e rarissima mosca bianca) hanno un solo, grande messaggio: fermiamo Putin, combattiamolo, sanzioniamo, facciamolo cadere politicamente e magari , perché no, ammazziamolo (la scelta velatamente preferita dai più!). Sembrano tutti dire: “Hey! È così semplice ragazzi!? Facciamo questo e tutti i problemi del mondo saranno risrisolti!”
Ed è terribile leggere di come, secondo un’esclusiva dell’agenzia stampa Reuters, Meta (facebook), l’azienda di Mark Zuckerberg, ha modificato temporaneamente le regole sull’incitamento all’odio, permettendo a chiunque di pubblicare sui social post violenti contro la Russia nel contesto dell’invasione dell’Ucraina. Sono inoltre consentiti messaggi e post in cui si inneggia alla morte del presidente russo Vladimir Putin e del presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
Putin, quale novello Emmanuel Goldstein, il Nemico supremo del Partito e dell’umanità nel capolavoro distopico di George Orwell, 1984. Per scaricare la violenza collettiva contro la minaccia esterna, nel romanzo si legge di come il Grande Fratello abbia istituzionalizzato i due minuti d’odio, una pratica collettiva che viene esercitata sui luoghi di lavoro o dove sia possibile. Ci si riunisce al segnale emesso dagli altoparlanti davanti un teleschermo che proietta immagini del nemico supremo, e sequenze violente di guerra accompagnate da suoni e rumori fastidiosi studiati per coinvolgere gli spettatori. Dopo pochi secondi, il pubblico inizia a inveire contro il nemico o lo schieramento con cui ci si trova in guerra in quel momento, imprecando e lanciando oggetti contro il teleschermo. Vi ricorda qualcosa?
I due minuti d’odio sono la rappresentazione moderna più sofisticata di demonizzazione di un capro espiatorio. Il meccanismo è funzionale al mantenimento del controllo sul popolo e la scelta del Nemico viene sempre costruita e supportata da una propaganda pressante ad ogni livello della vita del cittadino.
Purtroppo per noi, come già detto, dal capolavoro orwelliano alla realtà, il passo è breve. La volontà di fomentare l’odio tra le parti rischia oggi non solo di sconfinare in una farsa grottesca dove si arriva a boicottare la vodka o i cartoni di Masha e Orso, ma anche in situazioni drammaticamente idiote ma non per questo meno terribili per molte persone – come testimoniano alcuni recenti fatti di cronaca nel nostro Paese ad esempio – colpite da isterie di massa e sfoghi di violenza gratuita a ogni livello, verbale e fisico, culturale e lavorativo.
Inoltre vorremo ricordare ai tanti “professionisti dell’informazione”, ai geopolitologi da tastiera, ai sostenitori della guerra per salvare l’Europa dal mostro russo e a tutti gli altri novelli guerrafondai della domenica, che nella realtà della vita, nel nostro 2022, passare dai 2 minuti d’Odio alle 2 pasticche di Iodio potrebbe essere un attimo.
 

L’articolo Facebook come in Orwell: i “2 minuti di odio” per un Occidente narcotizzato proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

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