Libreria Cinabro

Heliodromos | Prossimità alla menzogna

a cura di Heliodromos
La negazione di ogni verità tradizionale costituisce l’essenza di quello che è diventato, nel corso dei secoli, il mondo moderno. Questo spirito di negazione rappresenta, in effetti, il marchio indelebile del carattere veramente satanico delle attuali società; a cominciare dai suoi più alti vertici politici, culturali e, purtroppo, anche religiosi.
Per limitarci a questa, se così si può dire, “degenerazione spirituale” — perché lo Spirito, di fatto, non può essere soggetto ad alcun tipo di regresso o decadimento (semmai solo i suoi indegni supporti umani ne sono soggetti) — rappresentata in questa fase ciclica finale dalla rovina delle stesse istituzioni religiose, va detto che la negazione della verità presso queste organizzazioni rappresenta un vero e proprio “scandalo”: costituendo ciò un impedimento, un’insidia, una fonte di errori e di peccati, che proprio le religioni hanno il compito di combattere e contrastare, a giustificazione della loro origine provvidenziale e della loro ulteriore sussistenza; avendo i loro rappresentanti attuali perduto, nel frattempo, l’unico vero fondamento su cui poggiava la loro autorità: “la trascendenza della dottrina in nome della quale sono qualificati a parlare”, come ci ricorda René Guénon. 
Che sia un politico a mentire, in fondo ce lo si aspetta, ma che un’autorità religiosa o anche un semplice rappresentane della “casta sacerdotale” (quelli cioè che dovrebbero compiere, per definizione, cose sacre), possano minimamente allontanarsi dal bello, dal buono e dal vero è anormale e inaccettabile. Eppure, negli ultimi tempi, proprio presso costoro lo spirito di menzogna sembra prevalere sulla saggezza. L’asservimento al mondo profano ed alle sue innumerevoli devianze, fondate sull’ignoranza, mostra di essersi impossessato proprio di coloro che dovrebbero combattere e contrastare simili pericoli, tramite la conoscenza e l’insegnamento, in primo luogo, dove coloro che sanno trasmettono a coloro che credono.
Quello che in origine rappresentava il punto di forza di tali organismi, nella loro strutturazione gerarchica e nella loro capacità di trasmettere — in un flusso continuo, dall’alto verso il basso, proporzionalmente e adeguatamente ad ogni singolo individuo — il messaggio di verità da essi custodito, le conoscenze specifiche e le indicazioni pratiche sui comportamenti da assumere nella vita di ogni giorno; nel momento in cui i più alti vertici e le massime rappresentanze di tali gerarchie vengono meno alla loro funzione, tutto quello che prima serviva a veicolare un’influenza positiva e conforme ai dettami di quella particolare religione, non solo rimangono inefficienti e inutilizzati, ma passano addirittura al servizio della negazione di quella stessa verità prima rappresentata.
Solo un processo simile e di tale portata può giustificare la sorprendente rinuncia e il repentino abbandono del proprio ruolo salvifico da parte della Chiesa cattolica), a cui stiamo assistendo in questo travagliato periodo; ma temiamo che un simile sviluppo riguardi anche diverse altre religioni. Dall’oggi al domani, abbiamo constatato l’azzeramento di ogni collegamento superiore e di ogni manifestazione di coraggio da parte di individui consacrati (!), che fino al giorno prima si erano riempiti la bocca con una verbosa esaltazione dei martiri e dei santi di epoche passate; essendo stati tutti quanti loro repentinamente scaraventati nel panico più totale e incontrollato dalla semplice irruzione di un vigile urbano o dalla eccessiva vicinanza di un presunto malato. E vista la stretta relazione esistente fra il coraggio e la conoscenza, nascendo la paura da quel che non si vede e che si ignora, la loro vigliaccheria e pavidità è la dimostrazione lampante della loro totale ignoranza.  
Del resto, sperare di trovare una soluzione al problema venutosi a determinare — non certo da oggi, risalendo il lavorio dissolutivo per lo meno al secolo scorso, se non molto prima — rivolgendo i propri auspici e le proprie aspettative di redenzione verso gli alti prelati e le principali eminenze della Curia Vaticana, sarebbe da illusi, poiché chi è più prossimo alla fonte della menzogna e della contraffazione, non può che essere, a sua volta, al massimo grado menzognero e contraffattore.
 Piuttosto, così come avvenne per l’Impero Romano nella sua fase calante e di decadenza, quando dalle sue più remote periferie giunsero in soccorso forze fresche e incontaminate di rigenerazione, immuni dalla putredine e dal marciume in cui era scivolato il cuore della capitale; allo stesso modo, a salvare il ruolo e la funzione della Chiesa cattolica non potrà essere certamente l’insalubre palude dell’attuale curia romana, ma, semmai, le sempre più ridotte e striminzite realtà di uomini e donne mantenutisi saldi nella fede dei Padri e non disposti a scendere a compromessi con un mondo che rappresenta la totale negazione di ciò in cui credono e per cui sono disposti anche, loro sì, all’estremo sacrificio; provando a contrastare la catastrofe verso la quale si sta correndo con sempre maggiore velocità; o, se non altro, per non prenderne  parte attivamente.

L’articolo Heliodromos | Prossimità alla menzogna proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

a cura di Heliodromos
La negazione di ogni verità tradizionale costituisce l’essenza di quello che è diventato, nel corso dei secoli, il mondo moderno. Questo spirito di negazione rappresenta, in effetti, il marchio indelebile del carattere veramente satanico delle attuali società; a cominciare dai suoi più alti vertici politici, culturali e, purtroppo, anche religiosi.
Per limitarci a questa, se così si può dire, “degenerazione spirituale” — perché lo Spirito, di fatto, non può essere soggetto ad alcun tipo di regresso o decadimento (semmai solo i suoi indegni supporti umani ne sono soggetti) — rappresentata in questa fase ciclica finale dalla rovina delle stesse istituzioni religiose, va detto che la negazione della verità presso queste organizzazioni rappresenta un vero e proprio “scandalo”: costituendo ciò un impedimento, un’insidia, una fonte di errori e di peccati, che proprio le religioni hanno il compito di combattere e contrastare, a giustificazione della loro origine provvidenziale e della loro ulteriore sussistenza; avendo i loro rappresentanti attuali perduto, nel frattempo, l’unico vero fondamento su cui poggiava la loro autorità: “la trascendenza della dottrina in nome della quale sono qualificati a parlare”, come ci ricorda René Guénon. 
Che sia un politico a mentire, in fondo ce lo si aspetta, ma che un’autorità religiosa o anche un semplice rappresentane della “casta sacerdotale” (quelli cioè che dovrebbero compiere, per definizione, cose sacre), possano minimamente allontanarsi dal bello, dal buono e dal vero è anormale e inaccettabile. Eppure, negli ultimi tempi, proprio presso costoro lo spirito di menzogna sembra prevalere sulla saggezza. L’asservimento al mondo profano ed alle sue innumerevoli devianze, fondate sull’ignoranza, mostra di essersi impossessato proprio di coloro che dovrebbero combattere e contrastare simili pericoli, tramite la conoscenza e l’insegnamento, in primo luogo, dove coloro che sanno trasmettono a coloro che credono.
Quello che in origine rappresentava il punto di forza di tali organismi, nella loro strutturazione gerarchica e nella loro capacità di trasmettere — in un flusso continuo, dall’alto verso il basso, proporzionalmente e adeguatamente ad ogni singolo individuo — il messaggio di verità da essi custodito, le conoscenze specifiche e le indicazioni pratiche sui comportamenti da assumere nella vita di ogni giorno; nel momento in cui i più alti vertici e le massime rappresentanze di tali gerarchie vengono meno alla loro funzione, tutto quello che prima serviva a veicolare un’influenza positiva e conforme ai dettami di quella particolare religione, non solo rimangono inefficienti e inutilizzati, ma passano addirittura al servizio della negazione di quella stessa verità prima rappresentata.
Solo un processo simile e di tale portata può giustificare la sorprendente rinuncia e il repentino abbandono del proprio ruolo salvifico da parte della Chiesa cattolica), a cui stiamo assistendo in questo travagliato periodo; ma temiamo che un simile sviluppo riguardi anche diverse altre religioni. Dall’oggi al domani, abbiamo constatato l’azzeramento di ogni collegamento superiore e di ogni manifestazione di coraggio da parte di individui consacrati (!), che fino al giorno prima si erano riempiti la bocca con una verbosa esaltazione dei martiri e dei santi di epoche passate; essendo stati tutti quanti loro repentinamente scaraventati nel panico più totale e incontrollato dalla semplice irruzione di un vigile urbano o dalla eccessiva vicinanza di un presunto malato. E vista la stretta relazione esistente fra il coraggio e la conoscenza, nascendo la paura da quel che non si vede e che si ignora, la loro vigliaccheria e pavidità è la dimostrazione lampante della loro totale ignoranza.  
Del resto, sperare di trovare una soluzione al problema venutosi a determinare — non certo da oggi, risalendo il lavorio dissolutivo per lo meno al secolo scorso, se non molto prima — rivolgendo i propri auspici e le proprie aspettative di redenzione verso gli alti prelati e le principali eminenze della Curia Vaticana, sarebbe da illusi, poiché chi è più prossimo alla fonte della menzogna e della contraffazione, non può che essere, a sua volta, al massimo grado menzognero e contraffattore.
 Piuttosto, così come avvenne per l’Impero Romano nella sua fase calante e di decadenza, quando dalle sue più remote periferie giunsero in soccorso forze fresche e incontaminate di rigenerazione, immuni dalla putredine e dal marciume in cui era scivolato il cuore della capitale; allo stesso modo, a salvare il ruolo e la funzione della Chiesa cattolica non potrà essere certamente l’insalubre palude dell’attuale curia romana, ma, semmai, le sempre più ridotte e striminzite realtà di uomini e donne mantenutisi saldi nella fede dei Padri e non disposti a scendere a compromessi con un mondo che rappresenta la totale negazione di ciò in cui credono e per cui sono disposti anche, loro sì, all’estremo sacrificio; provando a contrastare la catastrofe verso la quale si sta correndo con sempre maggiore velocità; o, se non altro, per non prenderne  parte attivamente.

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