Libreria Cinabro

Il sentiero della vita Nobile | Naso all’insù (guardando le stelle)

Naso all’insù, guardando le stelle, spesso, alla sera quando rientro. In città le luci artificiali nascondono il cielo notturno, ma qui in campagna si vedono ancora le stelle. Anche questo ripaga dei chilometri percorsi ogni giorno per andare a lavorare nella grande metropoli.
Ogni sera il cielo è uguale e diverso a se stesso. E’ diverso perché le stagioni  mostrano le costellazioni in movimento relativo, è diverso perché cambia ogni sera secondo la luna e secondo il tempo atmosferico. Stasera per esempio ci sono nubi che scoprono stelle a manciate per pochi istanti e poi tornano a coprirle. Il cielo però è anche sempre uguale a se stesso. E’ insieme uguale e diverso. 
Diverso se è il cielo osservato e misurato nella dimensione spazio-tempo.
Uguale a se stesso ed immutabile se è il cielo percepito come specchio del tutto, cosmo nel quale tutto si svolge e si compensa in un perenne equilibrio che comprende ogni mutazione.
Il cielo di notte ha questo di magnifico, mette in relazione la nostra sensibilità di uomini confinati nei limiti della propria personale vicenda terrena con la percezione di una più ampia esistenza. E questo senza scadere in un confuso misticismo panteista dove la coscienza individuale viene menomata. Voglio dire che guardando il cielo non ci si perde, ci si ritrova.
Anni fa leggevo Platone, Aristotele ed altri sapienti dell’antichità, nei loro scritti parlavano di volte celesti, stelle fisse e metafisica, uomo cosmo divinità. Opere eccelse di Uomini eccelsi. Mi hanno aiutato a delineare e riconoscere quello che provavo mentre guardavo il cielo. Ho un grande debito verso di loro.
Il cielo evoca l’idea di perfezione di forme e movimenti, guardare è come una medicina. Ultimamente la visione è sporcata e disturbata dai tanti satelliti in orbita. Se però penso che sono solo satelliti e quindi molto prossimi alla terra, viene facile come vederli in rilievo, staccati dallo sfondo celeste a cui la visione è dedicata. 
Guardando il cielo la sera, in pochi attimi la tensione si ricompone ed ogni cosa torna al suo posto.
Ho provato a dirti perché mi piace guardare il cielo la sera.
Ecco perché mi trovi spesso con il naso all’insù…..mi sento bene, provo serenità e quando mi ritiro do la buonanotte all’universo che domani vedrà di nuovo un uomo all’opera

L’articolo Il sentiero della vita Nobile | Naso all’insù (guardando le stelle) proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Naso all’insù, guardando le stelle, spesso, alla sera quando rientro. In città le luci artificiali nascondono il cielo notturno, ma qui in campagna si vedono ancora le stelle. Anche questo ripaga dei chilometri percorsi ogni giorno per andare a lavorare nella grande metropoli.
Ogni sera il cielo è uguale e diverso a se stesso. E’ diverso perché le stagioni  mostrano le costellazioni in movimento relativo, è diverso perché cambia ogni sera secondo la luna e secondo il tempo atmosferico. Stasera per esempio ci sono nubi che scoprono stelle a manciate per pochi istanti e poi tornano a coprirle. Il cielo però è anche sempre uguale a se stesso. E’ insieme uguale e diverso. 
Diverso se è il cielo osservato e misurato nella dimensione spazio-tempo.
Uguale a se stesso ed immutabile se è il cielo percepito come specchio del tutto, cosmo nel quale tutto si svolge e si compensa in un perenne equilibrio che comprende ogni mutazione.
Il cielo di notte ha questo di magnifico, mette in relazione la nostra sensibilità di uomini confinati nei limiti della propria personale vicenda terrena con la percezione di una più ampia esistenza. E questo senza scadere in un confuso misticismo panteista dove la coscienza individuale viene menomata. Voglio dire che guardando il cielo non ci si perde, ci si ritrova.
Anni fa leggevo Platone, Aristotele ed altri sapienti dell’antichità, nei loro scritti parlavano di volte celesti, stelle fisse e metafisica, uomo cosmo divinità. Opere eccelse di Uomini eccelsi. Mi hanno aiutato a delineare e riconoscere quello che provavo mentre guardavo il cielo. Ho un grande debito verso di loro.
Il cielo evoca l’idea di perfezione di forme e movimenti, guardare è come una medicina. Ultimamente la visione è sporcata e disturbata dai tanti satelliti in orbita. Se però penso che sono solo satelliti e quindi molto prossimi alla terra, viene facile come vederli in rilievo, staccati dallo sfondo celeste a cui la visione è dedicata. 
Guardando il cielo la sera, in pochi attimi la tensione si ricompone ed ogni cosa torna al suo posto.
Ho provato a dirti perché mi piace guardare il cielo la sera.
Ecco perché mi trovi spesso con il naso all’insù…..mi sento bene, provo serenità e quando mi ritiro do la buonanotte all’universo che domani vedrà di nuovo un uomo all’opera

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