Libreria Cinabro

Il sentiero della vita Nobile | Vita est militia super terram

Una critica che viene spesso rivolta all’ambiente di destra è quella di vederlo imprigionato in frasi retoriche o slogan più o meno altisonanti, dietro ai quali poi si cela una scarsa consistenza fattiva. Effettivamente, per quanto provocatoria e strumentale sia stata storicamente questa considerazione, essa non appare del tutto infondata.
Badando più alla forma che alla sostanza, vecchio e brutto vizio del cosiddetto ambiente, si è spesso privilegiato l’effetto di una frase e l’impatto che essa potesse avere sull’opinione pubblica, trascurando quella che invece costituisce la parte più importante, ossia l’applicazione dell’eventuale principio espresso. Senza entrare nel merito degli eventuali motivi di questa recidiva negligenza, poiché meriterebbero un articolo specifico, concentriamoci sull’espressione che fa da titolo alla nostra riflessione. La vita è una battaglia sulla terra, recita l’antico aforisma latino, massima espressione dello stile guerriero di un uomo della Tradizione.
A scanso di equivoci, diciamo subito che debbono essere lasciate da parte qualsiasi interpretazioni guerrafondaie american style, oggi tanto di moda, ed altrettanti impulsi vandalo-teppistico-rivoluzionario che conservano sempre un certo fascino sulle nuove generazioni. Va anche ricordato che in più di un’occasione abbiamo spiegato quale sia la giusta guerra da combattere al giorno d’oggi, in particolare operando la distinzione tra la piccola e la grande guerra santa.
Ora, quel che ci interessa evidenziare è uno tra i tanti aspetti pratici contenuti nell’espressione latina. Nella vita di un uomo ci sono periodi in cui le cose non sembrano voler girare per il giusto verso: nel lavoro, nella famiglia, nei rapporti sociali, in ogni ambito sembra che non si riesca più a trovare la soluzione ad una serie di problematiche. Normalmente è in uno di questi campi che si “accende” la miccia, per poi determinarsi una reazione a catena in grado di coinvolgere l’intera sfera esistenziale.
Sono le classiche crisi, le quali lungi dall’essere un evento esclusivamente negativo da evitare il più possibile, conservano una certa inevitabilità ed hanno molto da insegnare lungo il cammino di un uomo. D’altronde anche in natura ci sono sempre state annate in cui la terra si è mostrata poco generosa per una serie di eventi climatici o magari per degli errori umani, tuttavia da entrambi le eventualità l’agricoltore ha sempre saputo trarre importanti insegnamenti.
Lo stesso vale per la vita di chi, volendo far parte del fronte tradizionale, si trova a dover lottare quotidianamente con imprevisti, fallimenti, crisi e via dicendo. Se la vita è una guerra, ci possono essere le avanzate travolgenti così come le fasi di ripiegamento, oppure le schiaccianti vittorie e le brucianti sconfitte, ma non va mai dimenticato che ognuna di queste esprime una singola battaglia, più o meno importante, ma mai decisiva per la guerra in sé.
Quest’ultima, infatti, abbraccia l’intera esistenza, coprendo l’arco temporale della vita di un uomo, risultante quindi di una conduzione di lungo periodo. Un tale approccio di fronte alle cose, ci permette allora di concepire una situazione negativa come una prova da dover superare, come un’esperienza necessaria per fortificare il carattere di un uomo, un evento che ci permette di verificare la nostra tenuta di fronte a quei principi in cui crediamo e che spesso, anche a sproposito, declamiamo retoricamente. Il nostro dovere è quello di sapere apprendere con umiltà ogni insegnamento dalla vita, non dimenticando che le esperienze non sono mai di per sé negative, poiché è la reazione che riusciamo ad avere ad essere decisiva.
Riuscire a conservare lo spirito di sacrificio, combattere con l’onore e la fedeltà le difficili fasi della nostra vita è una prova cui prima poi tutti siamo chiamati a confrontarci, quasi fosse una situazione auspicabile per dimostrare a noi stessi quanto realmente siamo guerrieri del fronte della Tradizione. Senza cadere in fatalismi fuorvianti, ci sono momenti in cui Dio ha deciso di metterci alla prova ponendoci dinanzi a difficoltà che solo apparentemente risultano insuperabili; ecco che allora bisogna esprimere la gioia di lottare, la volontà di superare ostacoli facendo leva sulla fedeltà a determinati valori, avendo magari quel sostegno comunitario che mai come in questi casi è di fondamentale importanza.
E’, infatti, il comune destino che lega i militanti di una comunità a richiedere l’aiuto virile ad un fratello che sia stato ferito dalla sventura, è la volontà di camminare lungo un comune percorso che impone di soccorrere chi in quel momento si trova in difficoltà. Come vediamo non c’è nessuna retorica in questo, non c’è nessuno slogan nel momento in cui la vita è realmente vissuta come una battaglia sopra la terra, come una continua sfida contro quel mondo marcio che è dentro e fuori di noi e che solo chi avrà incarnato determinati valori saprà sconfiggere.
Ed allora facciamolo risuonare nei nostri cuori l’antico ed immortale aforisma, come il ritmo costante ed inesorabile del tamburo in tempo di guerra. Vita est militia super terram!
 
La vittoria o la sconfitta dipendono dalla situazione e dallo svolgimento della battaglia.
Che, poi, si combatta con onore questo è un discorso a parte. Avanti sino alla morte!
Sul campo di battaglia, insomma, non si pensi alla ritirata.
Yamamoto Tsunetomo, “Hagakure.
Il codice dei samurai”

L’articolo Il sentiero della vita Nobile | Vita est militia super terram proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Una critica che viene spesso rivolta all’ambiente di destra è quella di vederlo imprigionato in frasi retoriche o slogan più o meno altisonanti, dietro ai quali poi si cela una scarsa consistenza fattiva. Effettivamente, per quanto provocatoria e strumentale sia stata storicamente questa considerazione, essa non appare del tutto infondata.
Badando più alla forma che alla sostanza, vecchio e brutto vizio del cosiddetto ambiente, si è spesso privilegiato l’effetto di una frase e l’impatto che essa potesse avere sull’opinione pubblica, trascurando quella che invece costituisce la parte più importante, ossia l’applicazione dell’eventuale principio espresso. Senza entrare nel merito degli eventuali motivi di questa recidiva negligenza, poiché meriterebbero un articolo specifico, concentriamoci sull’espressione che fa da titolo alla nostra riflessione. La vita è una battaglia sulla terra, recita l’antico aforisma latino, massima espressione dello stile guerriero di un uomo della Tradizione.
A scanso di equivoci, diciamo subito che debbono essere lasciate da parte qualsiasi interpretazioni guerrafondaie american style, oggi tanto di moda, ed altrettanti impulsi vandalo-teppistico-rivoluzionario che conservano sempre un certo fascino sulle nuove generazioni. Va anche ricordato che in più di un’occasione abbiamo spiegato quale sia la giusta guerra da combattere al giorno d’oggi, in particolare operando la distinzione tra la piccola e la grande guerra santa.
Ora, quel che ci interessa evidenziare è uno tra i tanti aspetti pratici contenuti nell’espressione latina. Nella vita di un uomo ci sono periodi in cui le cose non sembrano voler girare per il giusto verso: nel lavoro, nella famiglia, nei rapporti sociali, in ogni ambito sembra che non si riesca più a trovare la soluzione ad una serie di problematiche. Normalmente è in uno di questi campi che si “accende” la miccia, per poi determinarsi una reazione a catena in grado di coinvolgere l’intera sfera esistenziale.
Sono le classiche crisi, le quali lungi dall’essere un evento esclusivamente negativo da evitare il più possibile, conservano una certa inevitabilità ed hanno molto da insegnare lungo il cammino di un uomo. D’altronde anche in natura ci sono sempre state annate in cui la terra si è mostrata poco generosa per una serie di eventi climatici o magari per degli errori umani, tuttavia da entrambi le eventualità l’agricoltore ha sempre saputo trarre importanti insegnamenti.
Lo stesso vale per la vita di chi, volendo far parte del fronte tradizionale, si trova a dover lottare quotidianamente con imprevisti, fallimenti, crisi e via dicendo. Se la vita è una guerra, ci possono essere le avanzate travolgenti così come le fasi di ripiegamento, oppure le schiaccianti vittorie e le brucianti sconfitte, ma non va mai dimenticato che ognuna di queste esprime una singola battaglia, più o meno importante, ma mai decisiva per la guerra in sé.
Quest’ultima, infatti, abbraccia l’intera esistenza, coprendo l’arco temporale della vita di un uomo, risultante quindi di una conduzione di lungo periodo. Un tale approccio di fronte alle cose, ci permette allora di concepire una situazione negativa come una prova da dover superare, come un’esperienza necessaria per fortificare il carattere di un uomo, un evento che ci permette di verificare la nostra tenuta di fronte a quei principi in cui crediamo e che spesso, anche a sproposito, declamiamo retoricamente. Il nostro dovere è quello di sapere apprendere con umiltà ogni insegnamento dalla vita, non dimenticando che le esperienze non sono mai di per sé negative, poiché è la reazione che riusciamo ad avere ad essere decisiva.
Riuscire a conservare lo spirito di sacrificio, combattere con l’onore e la fedeltà le difficili fasi della nostra vita è una prova cui prima poi tutti siamo chiamati a confrontarci, quasi fosse una situazione auspicabile per dimostrare a noi stessi quanto realmente siamo guerrieri del fronte della Tradizione. Senza cadere in fatalismi fuorvianti, ci sono momenti in cui Dio ha deciso di metterci alla prova ponendoci dinanzi a difficoltà che solo apparentemente risultano insuperabili; ecco che allora bisogna esprimere la gioia di lottare, la volontà di superare ostacoli facendo leva sulla fedeltà a determinati valori, avendo magari quel sostegno comunitario che mai come in questi casi è di fondamentale importanza.
E’, infatti, il comune destino che lega i militanti di una comunità a richiedere l’aiuto virile ad un fratello che sia stato ferito dalla sventura, è la volontà di camminare lungo un comune percorso che impone di soccorrere chi in quel momento si trova in difficoltà. Come vediamo non c’è nessuna retorica in questo, non c’è nessuno slogan nel momento in cui la vita è realmente vissuta come una battaglia sopra la terra, come una continua sfida contro quel mondo marcio che è dentro e fuori di noi e che solo chi avrà incarnato determinati valori saprà sconfiggere.
Ed allora facciamolo risuonare nei nostri cuori l’antico ed immortale aforisma, come il ritmo costante ed inesorabile del tamburo in tempo di guerra. Vita est militia super terram!
 
La vittoria o la sconfitta dipendono dalla situazione e dallo svolgimento della battaglia.
Che, poi, si combatta con onore questo è un discorso a parte. Avanti sino alla morte!
Sul campo di battaglia, insomma, non si pensi alla ritirata.
Yamamoto Tsunetomo, “Hagakure.
Il codice dei samurai”

L’articolo Il sentiero della vita Nobile | Vita est militia super terram proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Generated by Feedzy