Il centro-destra italiano – sia quello entrato nel Governo Draghi, sia quello rimasto all’opposizione – si è distinto negli ultimi mesi per grandi passi in avanti nella ‘presentabilità’ internazionale: fiero e indiscriminato appoggio alla Nato, agli USA e all’Inghilterra nella guerra russo-ucraina; indomito sostegno all’Unione Europea, limitandosi a critiche velleitarie e timide come non mai; ricerca spasmodica di endorsement dei grandi ‘conservatori’ europei e statunitensi. Insomma, un bel lavorio indefesso e certosino per superare ogni accusa di ‘politica anti-sistema’.
Tuttavia, non è bastato per evitare la macchina del fango che i media sinistrorsi – cani addomesticati, cattivissimi quanto viscidi – hanno messo in piedi in pochi minuti, alla caduta del Governo Draghi, alla chiama delle prossime elezioni del 25 settembre 2022.
Gli articoli – è evidente – erano già pronti contro Meloni, Salvini e i loro fedelissimi.Le foto con le espressioni peggiori erano già in rampa di lancio, con la faccia da dura e pura di Giorgia mentre Matteo risulta sudato e sovrappeso.
Le notizie? Non ci sono. Nulla di nuovo. Solo opinioni. Solo frasi campate qua e là senza niente che possa far dire – in onestà intellettuale – “sono tornati i fascisti”. Non c’è nessun pericolo, nessun allarme: ma le notizie con titoli fulminanti e foto imbarazzanti invadono le bacheche. Indiscrezioni risalenti, fonti mai verificate, virgolettati improbabili: tutto fa brodo nel minestrone di fango e merda che Repubblica, Corriere e compagnia belante lancia contro il centrodestra.
Non siamo qui – ovviamente – a difendere nessuno: non ci compete, non ci va né serve al centrodestra.
Ma siamo qui a rilevare l’ennesima pelosa e squallida azione del giornalismo italiano che non fa il suo mestiere – raccontare notizie, cercare la verità – ma fa il compitino da bravo scolaro, ossia indirizzare l’opinione pubblica e attaccare senza dignità il proprio dichiarato nemico politico.

L’articolo La macchina del fango riparte sul centro-destra politicamente corretto proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Il centro-destra italiano – sia quello entrato nel Governo Draghi, sia quello rimasto all’opposizione – si è distinto negli ultimi mesi per grandi passi in avanti nella ‘presentabilità’ internazionale: fiero e indiscriminato appoggio alla Nato, agli USA e all’Inghilterra nella guerra russo-ucraina; indomito sostegno all’Unione Europea, limitandosi a critiche velleitarie e timide come non mai; ricerca spasmodica di endorsement dei grandi ‘conservatori’ europei e statunitensi. Insomma, un bel lavorio indefesso e certosino per superare ogni accusa di ‘politica anti-sistema’.
Tuttavia, non è bastato per evitare la macchina del fango che i media sinistrorsi – cani addomesticati, cattivissimi quanto viscidi – hanno messo in piedi in pochi minuti, alla caduta del Governo Draghi, alla chiama delle prossime elezioni del 25 settembre 2022.
Gli articoli – è evidente – erano già pronti contro Meloni, Salvini e i loro fedelissimi.Le foto con le espressioni peggiori erano già in rampa di lancio, con la faccia da dura e pura di Giorgia mentre Matteo risulta sudato e sovrappeso.
Le notizie? Non ci sono. Nulla di nuovo. Solo opinioni. Solo frasi campate qua e là senza niente che possa far dire – in onestà intellettuale – “sono tornati i fascisti”. Non c’è nessun pericolo, nessun allarme: ma le notizie con titoli fulminanti e foto imbarazzanti invadono le bacheche. Indiscrezioni risalenti, fonti mai verificate, virgolettati improbabili: tutto fa brodo nel minestrone di fango e merda che Repubblica, Corriere e compagnia belante lancia contro il centrodestra.
Non siamo qui – ovviamente – a difendere nessuno: non ci compete, non ci va né serve al centrodestra.
Ma siamo qui a rilevare l’ennesima pelosa e squallida azione del giornalismo italiano che non fa il suo mestiere – raccontare notizie, cercare la verità – ma fa il compitino da bravo scolaro, ossia indirizzare l’opinione pubblica e attaccare senza dignità il proprio dichiarato nemico politico.

L’articolo La macchina del fango riparte sul centro-destra politicamente corretto proviene da AZIONE TRADIZIONALE.