Libreria Cinabro

La montagna non è un prodotto!

Il mondo moderno riesce a trasformare qualsiasi cosa in un prodotto, perfino la Montagna.
E così da elemento della natura, manifestazione del sacro, ambiente di pace, bellezza infinita e luogo d’ascesi, la montagna è stata trasformata in uno strumento per alimentare il proprio ego.
Essa viene sfruttata come esperienza da consumare, al fine di pubblicare un’ immagine “alternativa” sui social, intraprendendo spesso pericolosi sentieri senza alcuna preparazione.
La montagna è luogo d’ascesi, fisica, ma soprattutto spirituale, dove si può ammirare la perfezione del creato, in una delle sue tante manifestazioni, rimanendo in contemplativo silenzioin ascolto dell’ambiente circostante e di noi stessi.
La montagna deve essere affrontata nel modo giusto, con più purezza possibile; titanismo ed egotismo non le appartengono.

(Tratto da radiopiù.net) – Inventandosi alpinisti, in montagna allo sbaraglio di Claudio Pra

“Ce l’avete con i turisti, volete la montagna solo per voi”. No, fa solo rabbia vedere gente che ha poco o nulla a che fare con la montagna inventarsi alpinisti.

Gente spesso impreparata, poco umile, che non si cura per nulla di informarsi su cosa l’aspetta, così che anche il percorrere un banale sentiero che raggiunge un facile rifugio diventa un’incognita tanto da dover ricorre al Soccorso Alpino.

Che tipo di calzature aveva la turista in difficoltà in una giornata non certo polare soccorsa perché i piedi s’erano infreddoliti?. Meno social e più libri, più allenamento, più consapevolezza dell’ambiente che si va a frequentare.

Insomma più cultura della montagna, luogo che certamente può mettere in difficoltà e per questo da conoscere bene, non certo tramite social e foto spettacolari che invogliano ad andare allo sbaraglio. La montagna è di tutti, ma non è per tutti e tante colpevoli campagne pubblicitarie di questo non tengono conto.

Anni fa arrivava gente perlopiù appassionata e preparata, che sapeva scegliere un itinerario in base alle proprie capacità. Oggi le Dolomiti sono diventate una moda e la recente pandemia ha aumentato la frequentazione. Ma anziché andare per gradi si vogliono bruciare le tappe e così chi arriva parte lancia in resta, spesso allo sbaraglio.

Nessuna consapevolezza su difficoltà tecniche del percorso, vestiario inadeguato, allenamento carente, il sopravvalutarsi, questo e altro portano ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Anche in questo caso solo la cultura ci salverà.

L’articolo La montagna non è un prodotto! proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Il mondo moderno riesce a trasformare qualsiasi cosa in un prodotto, perfino la Montagna.
E così da elemento della natura, manifestazione del sacro, ambiente di pace, bellezza infinita e luogo d’ascesi, la montagna è stata trasformata in uno strumento per alimentare il proprio ego.
Essa viene sfruttata come esperienza da consumare, al fine di pubblicare un’ immagine “alternativa” sui social, intraprendendo spesso pericolosi sentieri senza alcuna preparazione.
La montagna è luogo d’ascesi, fisica, ma soprattutto spirituale, dove si può ammirare la perfezione del creato, in una delle sue tante manifestazioni, rimanendo in contemplativo silenzioin ascolto dell’ambiente circostante e di noi stessi.
La montagna deve essere affrontata nel modo giusto, con più purezza possibile; titanismo ed egotismo non le appartengono.

(Tratto da radiopiù.net) – Inventandosi alpinisti, in montagna allo sbaraglio di Claudio Pra

“Ce l’avete con i turisti, volete la montagna solo per voi”. No, fa solo rabbia vedere gente che ha poco o nulla a che fare con la montagna inventarsi alpinisti.

Gente spesso impreparata, poco umile, che non si cura per nulla di informarsi su cosa l’aspetta, così che anche il percorrere un banale sentiero che raggiunge un facile rifugio diventa un’incognita tanto da dover ricorre al Soccorso Alpino.

Che tipo di calzature aveva la turista in difficoltà in una giornata non certo polare soccorsa perché i piedi s’erano infreddoliti?. Meno social e più libri, più allenamento, più consapevolezza dell’ambiente che si va a frequentare.

Insomma più cultura della montagna, luogo che certamente può mettere in difficoltà e per questo da conoscere bene, non certo tramite social e foto spettacolari che invogliano ad andare allo sbaraglio. La montagna è di tutti, ma non è per tutti e tante colpevoli campagne pubblicitarie di questo non tengono conto.

Anni fa arrivava gente perlopiù appassionata e preparata, che sapeva scegliere un itinerario in base alle proprie capacità. Oggi le Dolomiti sono diventate una moda e la recente pandemia ha aumentato la frequentazione. Ma anziché andare per gradi si vogliono bruciare le tappe e così chi arriva parte lancia in resta, spesso allo sbaraglio.

Nessuna consapevolezza su difficoltà tecniche del percorso, vestiario inadeguato, allenamento carente, il sopravvalutarsi, questo e altro portano ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Anche in questo caso solo la cultura ci salverà.

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