Libreria Cinabro

La morte della politica: dalle piazze a TikTok

Con la campagna elettorale per le politiche del 25 settembre 2022, è ripresa anche la caccia al voto. Queste elezioni saranno molto particolari per la nostra Repubblica, con diversi schieramenti in campo che si contendono il primato, fra Centrodestra in vantaggio, Centrosinistra, Centro-liberale, il populismo banderuola del Movimento 5 stelle, e i movimenti come Italexit e Italia sovrana e popolare.
Nella ricerca del consenso fino all’ultimo elettore, numerosi “dinosauri” della politica italiana si sono lanciati nel social dei giovanissimi: TikTok. Con video fra il comico ed il faceto, fra battutine, citazioni di meme e altre cose simili, personaggi ben navigati come Berlusconi, Renzi, Meloni, Calenda e Toti si sono riciclati Tiktoker nella speranza di intercettare quei giovani che ormai vivono le piazze solo per fissare ore ed ore gli schermi dei loro telefoni cellulari.
Questa è l’insegna di un trend che, purtroppo, dal 2005 in poi ha spostato la politica dal mondo reale, dalle piazze, dalle strade, dalle sale convegni, nei social e in internet, fra Facebook, Instagram, Twitter e TikTok. La maggior parte della popolazione oggi, infatti, crede di “fare politica” semplicemente condividendo un post o una notizia sui propri social, o, peggio ancora, mettendo like ai profili e ai post del politico di moda. In barba al pericolo e all’assuefazione che un social come TikTok causa nei giovani, i nostri politicanti vi si sono gettati a braccia aperte, nella speranza di racimolare qualche voto dei 18-24 enni, così da aumentare il proprio bacino elettorale. Che a loro piaccia o meno questo nuovo modo di fare politica, ormai questo è l’unico modo per attirare l’attenzione di una generazione di disadattati e schiavi del telefonino.
Al contrario, con la rarefazione dei militanti di partito e di altri ormai “animali fantastici” come le “sezioni”, a fare politica sulla strada sono rimasti solo i militanti veri, quelli che hanno segnato la storia della nostra Nazione dal dopoguerra ad oggi. Cioè quei militanti che fanno della loro vita una “milizia”, che sacrificano le ore di sonno per un attacchinaggio, per distribuire volantini o metterli nelle cassette della posta, coloro che rinunciano a vacanze, feste, momenti di riposo per sacrificarsi per un’Idea che non muore e non morirà mai.
(Tratto da Ansa.it) – Da Berlusconi a Renzi, tutti su TikTok

Politici a caccia dei giovani. E dalla Liguria spunta ‘TikTotik’

Tutti su TikTok a caccia del voto dei giovani. A meno di un mese dalle urne la politica prende d’assalto anche il social dei ragazzi. Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Carlo Calenda hanno già da tempo fatto il proprio ingresso nel social degli under 30. “Benvenuti. io ci sono anni”, rivendica il leader leghista. Oggi è la volta di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Giovanni Toti (con i suoi post ‘TikTotik’) e del Pd che affida ad Alessandro Zan, padre della proposta di legge contro l’omotransfobia, la propria prima uscita. E per il Cav è un vero e proprio boom. ovani. E dalla Liguria spunta ‘TikTotik’

Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Carlo Calenda hanno già da tempo fatto il proprio ingresso nel social degli under 30. “Benvenuti. io ci sono anni”, rivendica il leader leghista. Oggi è la volta di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Giovanni Toti (con i suoi post ‘TikTotik’) e del Pd che affida ad Alessandro Zan, padre della proposta di legge contro l’omotransfobia, la propria prima uscita. E per il Cav è un vero e proprio boom.

Il suo video, a metà giornata, incassa quasi 300mila like, quasi 18mila commenti e 64mila retweet. Il leader azzurro, da sempre a suo agio con le telecamere, appare seduto, in completo scuro e con una mimica ammiccante si rivolge ai giovani. “Ciao ragazzi – dice sorridente – eccomi qua! Vi do il mio benvenuto sul mio canale ufficiale di TikTok”. Seduto alla propria scrivania ricorda, con un pizzico di autoironia che “su questa piattaforma i ragazzi sono oltre 5 milioni e il 60% ha meno di trent’anni. Soffro di un poco di invidia ma mi faccio ugualmente tanti complimenti…”. La promessa è quella di discutere dei temi cari agli under30: “Vi racconterò di come voglio rendere l’Italia un Paese che possa dare nuove opportunità e dove realizzare i vostri sogni”. “A presto e ancora ciao. Su TikTok”, saluta accompagnando le due parole ondeggiando a destra e sinistra la testa. Battesimo sul social anche per il leader di Iv Matteo Renzi. Camicia bianca e cravatta parla in piedi in un video che alterna anche immagini della sua vita privata e della sua carriera e che incassa in qualche ora 13mila like. “E che ci fai anche tu su TikTok? Ci mancavi solo tu…”, dice ironico.

“Per molti di voi – continua sullo stesso tono – io sono un esperto di ‘First reaction shock’ o di ‘Shish’, linguaggi quasi più complessi del corsivo”. Ma poi cita la sua esperienza come sindaco e ricorda con con orgoglio di essere stato il premier più giovane della storia repubblicana: “sono uno che crede nella politica. Se vi va, qui ci siamo”. Poi, a poche ore dal primo video ne posta un altro rivendicando la partenità del bonus per i giovanissimi ’18app’. E proprio ai diciottenni che si rivolgono anche i Dem ricordando che quest’anno, per la prima volta, i neo-maggiorenni potranno votare anche per Palazzo Madama. “Da oggi – dice Enrico Letta -il Pd è su TikTok. Discuteremo con i più giovani delle priorità che spesso la politica trascura”. Testimonial della prima uscita da tiktoker dei Dem è Alessandro Zan. T-shirt bianca, parla camminando ed evidenzia: “il Pd ha deciso di fare il primo video su TikTok sui diritti” contro una “destra che ha sempre usato il benaltrismo, ‘c’è ben altro da fare’” su questi temi.

Tra i politici che sbarcano oggi su TikTok anche il governatore Giovanni Toti che in un video parla ai giovani dal suo ufficio firmandosi ‘TikTotik’: “è sempre aperto per voi: eccolo”. Intanto c’è anche chi sceglie di evitare il social: “Ciao ragazzi, eccomi qua. Votatemi perché NON userò TikTok in campagna elettorale”, scrive su Twitter il Dem Matteo Orfini. Solo dopo il 25 settembre si saprà se e quanto l’approdo sul social paghi in termini di consenso elettorale. Per il momento gli esperti avvertono: bene il social, ma servono le istruzioni per l’uso. Lo sbarco di quasi tutti i leader politici su TikTok – osserva Antonio Preiti, direttore di Sociometrica – fornisce loro un canale di comunicazione coi giovani “fenomenale”, ma questo social richiede “un linguaggio suo proprio, fatto di velocità, ritmo, ironia e musica”. 

L’articolo La morte della politica: dalle piazze a TikTok proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Con la campagna elettorale per le politiche del 25 settembre 2022, è ripresa anche la caccia al voto. Queste elezioni saranno molto particolari per la nostra Repubblica, con diversi schieramenti in campo che si contendono il primato, fra Centrodestra in vantaggio, Centrosinistra, Centro-liberale, il populismo banderuola del Movimento 5 stelle, e i movimenti come Italexit e Italia sovrana e popolare.
Nella ricerca del consenso fino all’ultimo elettore, numerosi “dinosauri” della politica italiana si sono lanciati nel social dei giovanissimi: TikTok. Con video fra il comico ed il faceto, fra battutine, citazioni di meme e altre cose simili, personaggi ben navigati come Berlusconi, Renzi, Meloni, Calenda e Toti si sono riciclati Tiktoker nella speranza di intercettare quei giovani che ormai vivono le piazze solo per fissare ore ed ore gli schermi dei loro telefoni cellulari.
Questa è l’insegna di un trend che, purtroppo, dal 2005 in poi ha spostato la politica dal mondo reale, dalle piazze, dalle strade, dalle sale convegni, nei social e in internet, fra Facebook, Instagram, Twitter e TikTok. La maggior parte della popolazione oggi, infatti, crede di “fare politica” semplicemente condividendo un post o una notizia sui propri social, o, peggio ancora, mettendo like ai profili e ai post del politico di moda. In barba al pericolo e all’assuefazione che un social come TikTok causa nei giovani, i nostri politicanti vi si sono gettati a braccia aperte, nella speranza di racimolare qualche voto dei 18-24 enni, così da aumentare il proprio bacino elettorale. Che a loro piaccia o meno questo nuovo modo di fare politica, ormai questo è l’unico modo per attirare l’attenzione di una generazione di disadattati e schiavi del telefonino.
Al contrario, con la rarefazione dei militanti di partito e di altri ormai “animali fantastici” come le “sezioni”, a fare politica sulla strada sono rimasti solo i militanti veri, quelli che hanno segnato la storia della nostra Nazione dal dopoguerra ad oggi. Cioè quei militanti che fanno della loro vita una “milizia”, che sacrificano le ore di sonno per un attacchinaggio, per distribuire volantini o metterli nelle cassette della posta, coloro che rinunciano a vacanze, feste, momenti di riposo per sacrificarsi per un’Idea che non muore e non morirà mai.
(Tratto da Ansa.it) – Da Berlusconi a Renzi, tutti su TikTok

Politici a caccia dei giovani. E dalla Liguria spunta ‘TikTotik’

Tutti su TikTok a caccia del voto dei giovani. A meno di un mese dalle urne la politica prende d’assalto anche il social dei ragazzi. Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Carlo Calenda hanno già da tempo fatto il proprio ingresso nel social degli under 30. “Benvenuti. io ci sono anni”, rivendica il leader leghista. Oggi è la volta di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Giovanni Toti (con i suoi post ‘TikTotik’) e del Pd che affida ad Alessandro Zan, padre della proposta di legge contro l’omotransfobia, la propria prima uscita. E per il Cav è un vero e proprio boom. ovani. E dalla Liguria spunta ‘TikTotik’

Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Carlo Calenda hanno già da tempo fatto il proprio ingresso nel social degli under 30. “Benvenuti. io ci sono anni”, rivendica il leader leghista. Oggi è la volta di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Giovanni Toti (con i suoi post ‘TikTotik’) e del Pd che affida ad Alessandro Zan, padre della proposta di legge contro l’omotransfobia, la propria prima uscita. E per il Cav è un vero e proprio boom.

Il suo video, a metà giornata, incassa quasi 300mila like, quasi 18mila commenti e 64mila retweet. Il leader azzurro, da sempre a suo agio con le telecamere, appare seduto, in completo scuro e con una mimica ammiccante si rivolge ai giovani. “Ciao ragazzi – dice sorridente – eccomi qua! Vi do il mio benvenuto sul mio canale ufficiale di TikTok”. Seduto alla propria scrivania ricorda, con un pizzico di autoironia che “su questa piattaforma i ragazzi sono oltre 5 milioni e il 60% ha meno di trent’anni. Soffro di un poco di invidia ma mi faccio ugualmente tanti complimenti…”. La promessa è quella di discutere dei temi cari agli under30: “Vi racconterò di come voglio rendere l’Italia un Paese che possa dare nuove opportunità e dove realizzare i vostri sogni”. “A presto e ancora ciao. Su TikTok”, saluta accompagnando le due parole ondeggiando a destra e sinistra la testa. Battesimo sul social anche per il leader di Iv Matteo Renzi. Camicia bianca e cravatta parla in piedi in un video che alterna anche immagini della sua vita privata e della sua carriera e che incassa in qualche ora 13mila like. “E che ci fai anche tu su TikTok? Ci mancavi solo tu…”, dice ironico.

“Per molti di voi – continua sullo stesso tono – io sono un esperto di ‘First reaction shock’ o di ‘Shish’, linguaggi quasi più complessi del corsivo”. Ma poi cita la sua esperienza come sindaco e ricorda con con orgoglio di essere stato il premier più giovane della storia repubblicana: “sono uno che crede nella politica. Se vi va, qui ci siamo”. Poi, a poche ore dal primo video ne posta un altro rivendicando la partenità del bonus per i giovanissimi ’18app’. E proprio ai diciottenni che si rivolgono anche i Dem ricordando che quest’anno, per la prima volta, i neo-maggiorenni potranno votare anche per Palazzo Madama. “Da oggi – dice Enrico Letta -il Pd è su TikTok. Discuteremo con i più giovani delle priorità che spesso la politica trascura”. Testimonial della prima uscita da tiktoker dei Dem è Alessandro Zan. T-shirt bianca, parla camminando ed evidenzia: “il Pd ha deciso di fare il primo video su TikTok sui diritti” contro una “destra che ha sempre usato il benaltrismo, ‘c’è ben altro da fare’” su questi temi.

Tra i politici che sbarcano oggi su TikTok anche il governatore Giovanni Toti che in un video parla ai giovani dal suo ufficio firmandosi ‘TikTotik’: “è sempre aperto per voi: eccolo”. Intanto c’è anche chi sceglie di evitare il social: “Ciao ragazzi, eccomi qua. Votatemi perché NON userò TikTok in campagna elettorale”, scrive su Twitter il Dem Matteo Orfini. Solo dopo il 25 settembre si saprà se e quanto l’approdo sul social paghi in termini di consenso elettorale. Per il momento gli esperti avvertono: bene il social, ma servono le istruzioni per l’uso. Lo sbarco di quasi tutti i leader politici su TikTok – osserva Antonio Preiti, direttore di Sociometrica – fornisce loro un canale di comunicazione coi giovani “fenomenale”, ma questo social richiede “un linguaggio suo proprio, fatto di velocità, ritmo, ironia e musica”. 

L’articolo La morte della politica: dalle piazze a TikTok proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

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