Nel tumulto degli eventi della Seconda Guerra Mondiale, dopo il disonore della resa e del tradimento, una luce di speranza e coraggio si accese nell’oscurità d’Italia: la Decima Flottiglia MAS. Guidata dall’instancabile capitano di fregata Junio Valerio Borghese, questa unità navale italiana si distinse per il suo impegno incrollabile nel difendere l’onore nazionale e la dignità del paese. 

La X Flottiglia MAS ebbe origine in un momento di grande sconforto e confusione per l’Italia, nell’immediato dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Mentre il paese sembrava essere in balia della disperazione e della vergogna, Junio Valerio Borghese, animato da un profondo senso di dignità nazionale, decise di non arrendersi al destino della sconfitta. Perché “una guerra si può vincere o perdere, ma si deve saper perdere con dignità. Per un popolo, la sconfitta militare incide solo materialmente; ma perdere col disprezzo dell’alleato tradito e con quello del vincitore a cui si supplica di accordarsi, incide moralmente, e le tracce restano per secoli”. Questo spirito di onore e orgoglio nazionale diede inizio alla leggenda della Decima, che attirò migliaia di volontari provenienti da ogni angolo d’Italia, determinati a lottare per l’onore della bandiera e per il riscatto nazionale, nella consapevolezza, che rende la scelta un atto etico e sacrificale, della sconfitta annunciata. La Decima incarnava uno spirito di audacia e determinazione senza pari. Il suo motto, “Memento audere semper“, che significa “ricorda di osare sempre”, rifletteva l’ardente impegno dei suoi ragazzi a non cedere di fronte alle avversità. 

Tra i numerosi eroi della X MAS, spicca il nome di Attilio Bonvicini, un marinaio la cui storia di coraggio e sacrificio è emblematica dello spirito della flottiglia. Nonostante le ferite riportate in battaglia, Bonvicini si unì alla Decima con un ardente spirito patriottico, dimostrando un impegno totale per la causa nazionale che trascendeva gli interessi personali. Accanto a lui, il guardiamarina Alessandro Tognoloní si distinse per la sua incredibile resistenza durante un’azione contro i carri armati americani, continuando a combattere nonostante le ferite e meritando postumamente la medaglia d’oro alla memoria. Altri eroi della X MAS includono Umberto Bardelli, comandante del battaglione Barbarigo, che cadde in un vile agguato partigiano insieme a nove dei suoi uomini, e il comandante Junio Valerio Borghese, il cui coraggio e volontà hanno ispirato e guidato gli uomini della flottiglia attraverso le tempeste della guerra. Loro, insieme a tanti uomini e donne di qualsiasi età, riuniti sotto la bandiera dell’onore e della fedeltà.

La X Flottiglia MAS rimane un faro di coraggio e patriottismo. Attraverso le loro imprese audaci e il loro spirito indomito, gli uomini della Decima hanno lasciato un’eredità che continua a ispirare le generazioni a venire. Il loro motto, “Memento audere semper”, risuona come un richiamo alla determinazione e alla forza di volontà in tempi di sfida. Come risuonano forti le parole del comandante Borghese riferite ai suoi uomini: “…volontari con uno spirito meraviglioso e nuovo, uno spirito anticonformista verso tutto e tutti meno che verso l’essenziale, che non si discuteva; uno spirito refrattario a galloni promozioni decorazioni parole e promesse, sensibile invece -e solo- alle doti di coraggio, lealtà e purezza d’intenti, al fatti concreti che si pretendevano da chi aveva il difficile compito del comando e della guida al combattimento”.