Libreria Cinabro

Media e radicali autorizzano suicidio assistito

Il caso delle Marche del suicidio assistito chiesto da un uomo da dieci anni tetraplegico potrebbe spalancare le porte ad una deriva eutanasica!
Tuttavia dalla versione integrale del parere del Comitato etico, infatti, si evince come non ci sia una vera autorizzazione.
In modo fuorviante media e Radicali parlano di autorizzazione al suicidio assistito.
In realtà proprio il Comitato etico della Regione Marche parla di “elemento soggettivo di difficile interpretazione” per quanto riguarda le sofferenze psicologiche, inoltre viene chiarito come ci sia stata, da parte dell’uomo, “l’’indisponibilità ad accedere ad una terapia antidolorifica integrativa”.
Come se non bastasse mancano alcuni elementi fondamentali per poter procedere alla decisione, come le modalità, la metodica e i dettagli sul farmaco letale, elementi che di fatto impediscono al Comitato di poter esprimere un parere veramente completo.
Questa è la prova che c’è una drammatica e illegittima volontà tesa a favorire la morte a chiunque e invitare così i disabili gravi a farla finita.
Proprio nei giorni in cui si sta discutendo in Parlamento del Testo Unico sul Suicidio Assistito, accettarlo per via giurisprudenziale significa spalancare le porte a una deriva eutanasica come già successo in paesi quali Belgio e Olanda dove si è arrivati al 5% delle morti totali solo per eutanasia.

L’articolo Media e radicali autorizzano suicidio assistito proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Il caso delle Marche del suicidio assistito chiesto da un uomo da dieci anni tetraplegico potrebbe spalancare le porte ad una deriva eutanasica!
Tuttavia dalla versione integrale del parere del Comitato etico, infatti, si evince come non ci sia una vera autorizzazione.
In modo fuorviante media e Radicali parlano di autorizzazione al suicidio assistito.
In realtà proprio il Comitato etico della Regione Marche parla di “elemento soggettivo di difficile interpretazione” per quanto riguarda le sofferenze psicologiche, inoltre viene chiarito come ci sia stata, da parte dell’uomo, “l’’indisponibilità ad accedere ad una terapia antidolorifica integrativa”.
Come se non bastasse mancano alcuni elementi fondamentali per poter procedere alla decisione, come le modalità, la metodica e i dettagli sul farmaco letale, elementi che di fatto impediscono al Comitato di poter esprimere un parere veramente completo.
Questa è la prova che c’è una drammatica e illegittima volontà tesa a favorire la morte a chiunque e invitare così i disabili gravi a farla finita.
Proprio nei giorni in cui si sta discutendo in Parlamento del Testo Unico sul Suicidio Assistito, accettarlo per via giurisprudenziale significa spalancare le porte a una deriva eutanasica come già successo in paesi quali Belgio e Olanda dove si è arrivati al 5% delle morti totali solo per eutanasia.

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