Libreria Cinabro

Ministeri della Diseducazione

Non si commettano errori, non sono tutti “malvagi”. Non adorniamo con la parola male ciò che delle volte è solo stupidità. È vero, spesso è difficile distinguere uno sciocco da un cattivo, questo perché ci sono dei cattivi assolutamente idioti; ma basta ascoltarne le parole, prestare attenzione ai gesti e ai modi, osservarne gli sguardi. Studiare i loro argomenti, finalità e conclusioni. Essere un maligno “brillante” richiede una capacità intellettuale che manca ai comuni idioti. E questi a cui ci andremo a riferire invece, sono solo politici meno che mediocri, senza preparazione né senso del ridicolo. Mezzi analfabeti, che in un paese come l’Italia vengono grottescamente collocati in posizioni che consentono loro di prendere invece decisioni sbagliate, limitate, stupide, miserabili come la loro stessa altezza. L’opera maligna e diabolica è stata fatta da chi li ha investiti di tale potere!
Non è propriamente vero, nonostante ciò che sostengono alcuni, che c’è una congiura consapevole contro le discipline umanistiche: contro l’insegnamento della storia, della filosofia, della letteratura, del greco, del latino e di tutto ciò che suppone il fondamento culturale della cultura europea tre volte millenaria. Se gli attuali governi europei (chi più, chi meno), perseverano nella demolizione intrapresa attraverso i rispettivi ministri dell’Istruzione o alti dirigenti universitari, sostenendo una riforma che liquida l’insegnamento della filosofia, il greco e latino, cancella parte della storia europea e universale, alterando o annullando la cronologia di ciò che gli studenti studiano, è perché il patrimonio nostro culturale si trova contraddetto da quella pappa scremata e pastorizzata, frutto di una pericoloso deriva della psicopedagogia – disciplina utilissima quando non si intende farne l’arbitro supremo e inappellabile – che nella sua sfaccettatura più perversa abbonda di “equilibri affettivi”, “emozioni partecipative” e altre inutilità che tanto eccitano i vari dipartimenti dell’Educazione, dal momento che anche il più goffo dei ministri, il politico più analfabeta, il demagogo più ignorante, il ciarlatano più semplice, possono citarli facendo finta di sapere di cosa stanno parlando.
La contraddizione è che, mentre i responsabili di tali sciocchezze sostengono che gli studenti delle scuole superiori dovrebbero uscire dalla scuola capaci di poter interrogare il mondo in modo critico, gli viene contemporaneamente negata la panoplia degli strumenti difensivi, le conoscenze di base per comprendere lo sviluppo e gli antecedenti della società in cui vivono; con l’aggiunta del dettaglio sinistro che, rubando i fatti, oltre al pensiero e alla cronologia necessari per situarli – si è arrivati ​​a dire che lo studio delle date è “educazione fascista”!–, li lasciano inermi contro il revisionismo storico, il partigiano, il demagogo e il populista manipolatore del passato. Passato, quest’ultimo, senza il quale è impossibile comprendere il presente: il Mediterraneo, la Grecia, Roma, l’Islam, il ruolo del cristianesimo nella formazione della società attuale, la poesia e le lettere classiche, l’Arte, etc. Cancellando, come si dice ora, Omero, Platone, Virgilio, Ariosto, Cervantes e quanti altri del loro stesso calibro, questi mascalzoni irresponsabili creano orfani alla mercé del primo che arriva e dice di essere il loro padre. Vogliono attuare alla lettera la visione della storia secondo Machiavelli, mero strumento della politica. E ciò accade, paradossalmente, in un momento in cui la domanda sociale è maggiore – stanca di spazzatura, manipolazioni e versioni interessate – di libri, film, storie. Storia, finalmente. In altre parole, proprio quando è più rivendicato. Necessario.
E siamo onesti, non ci sono innocenti qui. Nessun politico, partito di governo o di opposizione, dirigenti o burocrati, nessun intellettuale in seno al sistema. Nessuno è ignaro di questa sinistra inclinazione a riempirsi la bocca di fornire ai giovani i meccanismi per affrontare i problemi del mondo – un mondo in cui quello che ancora millantano al meglio come umanesimo, è oggi sostituito da un umanitarismo e un prossimo transumanesimo – mentre priva questi ragazzi e ragazze della conoscenza con cui i loro problemi sarebbero risolvibili o almeno comprensibili. La vera educazione è mettere un’Odissea, un’Eneide, un Chisciotte, un Beowulf, un Tolkien nelle mani di un ragazzo di Roma come in quelle di un ragazzo di Parigi o di Dublino, tutto il resto è fumo nel vento e negli occhi.

L’articolo Ministeri della Diseducazione proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

Non si commettano errori, non sono tutti “malvagi”. Non adorniamo con la parola male ciò che delle volte è solo stupidità. È vero, spesso è difficile distinguere uno sciocco da un cattivo, questo perché ci sono dei cattivi assolutamente idioti; ma basta ascoltarne le parole, prestare attenzione ai gesti e ai modi, osservarne gli sguardi. Studiare i loro argomenti, finalità e conclusioni. Essere un maligno “brillante” richiede una capacità intellettuale che manca ai comuni idioti. E questi a cui ci andremo a riferire invece, sono solo politici meno che mediocri, senza preparazione né senso del ridicolo. Mezzi analfabeti, che in un paese come l’Italia vengono grottescamente collocati in posizioni che consentono loro di prendere invece decisioni sbagliate, limitate, stupide, miserabili come la loro stessa altezza. L’opera maligna e diabolica è stata fatta da chi li ha investiti di tale potere!
Non è propriamente vero, nonostante ciò che sostengono alcuni, che c’è una congiura consapevole contro le discipline umanistiche: contro l’insegnamento della storia, della filosofia, della letteratura, del greco, del latino e di tutto ciò che suppone il fondamento culturale della cultura europea tre volte millenaria. Se gli attuali governi europei (chi più, chi meno), perseverano nella demolizione intrapresa attraverso i rispettivi ministri dell’Istruzione o alti dirigenti universitari, sostenendo una riforma che liquida l’insegnamento della filosofia, il greco e latino, cancella parte della storia europea e universale, alterando o annullando la cronologia di ciò che gli studenti studiano, è perché il patrimonio nostro culturale si trova contraddetto da quella pappa scremata e pastorizzata, frutto di una pericoloso deriva della psicopedagogia – disciplina utilissima quando non si intende farne l’arbitro supremo e inappellabile – che nella sua sfaccettatura più perversa abbonda di “equilibri affettivi”, “emozioni partecipative” e altre inutilità che tanto eccitano i vari dipartimenti dell’Educazione, dal momento che anche il più goffo dei ministri, il politico più analfabeta, il demagogo più ignorante, il ciarlatano più semplice, possono citarli facendo finta di sapere di cosa stanno parlando.
La contraddizione è che, mentre i responsabili di tali sciocchezze sostengono che gli studenti delle scuole superiori dovrebbero uscire dalla scuola capaci di poter interrogare il mondo in modo critico, gli viene contemporaneamente negata la panoplia degli strumenti difensivi, le conoscenze di base per comprendere lo sviluppo e gli antecedenti della società in cui vivono; con l’aggiunta del dettaglio sinistro che, rubando i fatti, oltre al pensiero e alla cronologia necessari per situarli – si è arrivati ​​a dire che lo studio delle date è “educazione fascista”!–, li lasciano inermi contro il revisionismo storico, il partigiano, il demagogo e il populista manipolatore del passato. Passato, quest’ultimo, senza il quale è impossibile comprendere il presente: il Mediterraneo, la Grecia, Roma, l’Islam, il ruolo del cristianesimo nella formazione della società attuale, la poesia e le lettere classiche, l’Arte, etc. Cancellando, come si dice ora, Omero, Platone, Virgilio, Ariosto, Cervantes e quanti altri del loro stesso calibro, questi mascalzoni irresponsabili creano orfani alla mercé del primo che arriva e dice di essere il loro padre. Vogliono attuare alla lettera la visione della storia secondo Machiavelli, mero strumento della politica. E ciò accade, paradossalmente, in un momento in cui la domanda sociale è maggiore – stanca di spazzatura, manipolazioni e versioni interessate – di libri, film, storie. Storia, finalmente. In altre parole, proprio quando è più rivendicato. Necessario.
E siamo onesti, non ci sono innocenti qui. Nessun politico, partito di governo o di opposizione, dirigenti o burocrati, nessun intellettuale in seno al sistema. Nessuno è ignaro di questa sinistra inclinazione a riempirsi la bocca di fornire ai giovani i meccanismi per affrontare i problemi del mondo – un mondo in cui quello che ancora millantano al meglio come umanesimo, è oggi sostituito da un umanitarismo e un prossimo transumanesimo – mentre priva questi ragazzi e ragazze della conoscenza con cui i loro problemi sarebbero risolvibili o almeno comprensibili. La vera educazione è mettere un’Odissea, un’Eneide, un Chisciotte, un Beowulf, un Tolkien nelle mani di un ragazzo di Roma come in quelle di un ragazzo di Parigi o di Dublino, tutto il resto è fumo nel vento e negli occhi.

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