La questione ebraica in Francia

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Articoli pubblicati fra il 1937 e il 1939

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Autore:Marcelle Jouhandeau, Pierre Antoine Cousteau, Robert Brasillach

La questione ebraica deve essere affrontata, com’è giusto, senza idee preconcette. Molti di coloro che si occupano dell’argomento hanno iniziato spinti da una certa curiosità artistica, sono stati incuriositi dalle loro usanze, dal pittoresco, dalle idee di questo popolo così originale. A volte confessano di preferire gli ebrei delle vecchie comunità israelitiche a quelli che si fanno passare per assimilati. In ogni caso, di sicuro è impossibile, come credono troppi liberali, appartenere a due nazioni, l’ebraica e la francese. È necessario scegliere. Quale che sia la sceta ci capiremo meglio quando avremo le idee chiare… da uno scritto di Robert Brasillach. Il volume raccoglie 4 contributi di scrittori francesi negli anni trenta inerenti le comunità ebraiche in Francia.

Raccolta di articoli pubblicati tra il 1937 e il 1939 (quelli di Brasillach e di Cousteau su Je suis partout).
Gli articoli di Brasillach: La questione ebraica; I francesi e gli Ebrei.
Gli articoli di Cousteau: I marxisti stanno preparando il più grande progrom di tutti i tempi?; I fiori nei fucili…degli altri.
Gli articoli di Jouhandeau: Pericolo ebraico; Ultima verba; Come sono diventato antisemita; Il pericolo ebraica; Procedimento ebraico.

Anno di pubblicazione

2013

Pagine

76

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Marcelle Jouhandeau


Pierre Antoine Cousteau


Robert Brasillach

Robert Brasillach (Perpignan, 31 marzo 1909 - Parigi, 6 febbraio 1945), frequenta L'École normale supérieure e si avvicina all’Action française, diventando a soli ventidue anni responsabile delle pagine letterarie dell’omonima rivista. Negli anni Trenta visita l’Italia, la Germania, la Spagna e il Belgio, rimanendo conquistato dal «carattere e dalla disciplina delle gioventù nazional-fasciste di questi paesi. Nel 1936 diviene redattore di Je suis partout, al fianco di Gaxotte, Rebatet, Cousteau e altri intellettuali favorevoli ad una collaborazione franco-tedesca. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale vede Brasillach arruolarsi come soldato semplice nell’esercito francese. Dopo la disfatta francese ritorna in patria riprendendo il posto di redattore di Je suis partout ormai su posizioni filo-naziste. A seguito del tragico epilogo degli eventi bellici per l’Europa, Brasillach viene condannato in patria per collaborazionismo con il nemico e fucilato la mattina del 6 febbraio 1945. Fra le sue numerose opere tradotte in italiano ricordiamo I sette colori (Ciarrapico Editore) e Presenza di Virgilio (Edizioni all’insegna del Veltro).