Michael

25.00

Esaurito

Diario di un destino tedesco

 

Esaurito

Autore:Joseph Goebbels
Casa editrice: Thule Italia

Il libro: È il 1929 quando la Franz Eher Verlag pubblica Michael – Diario di un destino tedesco, il romanzo scritto da Joseph Goebbels. In quell’anno, il futuro ministro del Reich è già responsabile della propaganda del Partito, è deputato al Reichstag, è Gauleiter della “rossa” Berlino ed è considerato uno dei più brillanti ed efficaci oratori dello NSDAP.

Unico romanzo di Goebbels – all’interno di una ricca produzione letteraria, fatta di diari, discorsi politici, articoli di giornale e persino una pièce teatrale come Der Wanderer (Il viaggiatore) – Michael ha avuto una genesi alquanto lunga, che abbraccia un lasso di tempo di una decina di anni.

Michael narra la storia di un giovane soldato tedesco che torna in patria alla fine del Primo conflitto mondiale, e si ritrova a fare i conti con la Germania sconfitta e umiliata di Weimar. Inizialmente s’iscrive all’università, dove incontra l’amore per la studentessa Hertha Holk, e dove comincia a sviluppare il suo pensiero, che si alterna tra lo strazio di vedere la devastazione fisica e morale della sua terra e il travolgente desiderio di aiutare il Paese e il popolo a risollevarsi. Un desiderio che è permeato di ideali socialisti e che lo spingerà ad abbandonare gli studi per trasformarsi in lavoratore. Michael decide quindi di andare in miniera, per dedicare tutto se stesso al sogno di risvegliare il popolo, poiché soltato un lavoratore può parlare in maniera credibile ad altri lavoratori. Qui il suo destino si compirà. Inesorabilmente. Non prima però di avere incontrato – a Monaco, durante un comizio – l’uomo destinato a cambiargli la vita e che vedrà come faro e guida della nuova Germania e dell’Uomo nuovo: Adolf Hitler.

Citazioni dalla quarta di copertina:

«Sono i soldati, gli studenti e i lavoratori che costruiranno il nuovo Reich. Io sono stato soldato, ora sono uno studente e voglio diventare lavoratore. È necessario che attraversi tutti e tre questi stadi per mostrare la via da seguire. Mi è stato negato il diritto alla parola, ora per me è venuto il momento di agire. Ognuno al proprio posto».

«Essere socialisti: significa subordinare il proprio Io alla Totalità, sacrificare la propria persona a favore della collettività. Nella sua piena accezione del termine, il socialismo consiste nel servire. È rinuncia per il singolo e soddisfazione delle esigenze di tutti».

«Sì, bisogna sacrificarsi. Non lo amo, ma devo. È necessario che io scenda nel profondo più infinito per poter poi risalire. Dobbiamo iniziare dal basso».

«In fondo, siamo tutti dei folli quando abbiamo un’idea in testa.
Fanatici dell’amore: spirito di sacrificio!
La vita è un sacrificio fatto al prossimo:
E il mio prossimo è colui che ha il mio stesso sangue.
Il sangue resta ancora il cemento migliore e più durevole».

Anno

2012

Pagine

216

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Joseph Goebbels

«Giunti dall’officina o dall’ufficio, dalle luminose case dell’ovest o dagli squallidi cortili degli alloggi dei disoccupati, gli uomini della Vecchia Guardia erano tutti seduti là. Con cuore ardente, essi prestarono giuramento solenne di continuare a dedicarsi alla causa che noi serviamo con disinteresse, con tutte le nostre forze, e che nessuna potenza al mondo avrebbe potuto costringerci ad abbandonare. Al di là del terrore e della repressione, delle angherie e della prigione, trionfavano il diritto e la verità e la bandiera della nostra fede si levava di nuovo fiammeggiante. Possono piegarci, ma non spezzarci. Possono metterci in ginocchio, ma noi non capitoleremo mai!»