Forme tradizionali e cicli cosmici

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Best seller
Autore:René Guénon

Posizione best seller

N. 8 in Mediterranee

N. 4 in René Guénon

COD: 9788827206782 Categorie: ,
Casa editrice: Mediterranee

Gli articoli raccolti in questo volume rappresentano l’aspetto forse più “originale” – e per molti lettori anche il più sconcertante – dell’opera di René Guénon. Si sarebbe potuto scegliere un titolo come “Frammenti di una storia sconosciuta”, ma d’una storia che ingloba protostoria e preistoria, poiché inizia la Tradizione primordiale contemporanea agli albori della presente umanità.

Si tratta di frammenti destinati a rimanere tali, nel senso che sarebbe stato certamente impossibile, per lo stesso Guénon, esporre questa storia senza soluzione di continuità e senza lacune, poiché le fonti tradizionali che gli hanno fornito i vari elementi erano verosimilmente molteplici.

Lo studio dei cicli cosmici, con cui s’inizia la raccolta, data la sua caratteristica di preambolo, non presenta particolari difficoltà, essendo generalmente nota in Occidente l’esistenza di una dottrina dei cicli, nella tradizione indù.

Si sa ora dell’esistenza di teorie cicliche anche nella Cabala ebraica e nell’esoterismo islamico.

Le conoscenze cosmologiche tradizionali racchiuse in questi quattro libri costituiscono una somma che senza dubbio non ha uguali in nessuna lingua.

INDICE DELL’OPERA – Presentazione, di Roger Maridort

Alcune considerazioni sulla dottrina dei cicli cosmici

Atlantide e regione iperborea – La situazione della civiltà atlantidea nella «Manvantara»

Alcune considerazioni sul nome Adamo

Qabbalah – Cabala e scienza dei numeri «La Cabala ebraica»

Il «Siphra di-Tzeniutha»

«La Tradizione Ermetica» – Ermete – La tomba di Ermete

Anno di pubblicazione

1983

Pagine

153

René Guénon

"Non vi è dunque ragione di disperare; e quand’anche non si potesse sperare di raggiungere un risultato sensibile prima che il mondo moderno precipiti, questo non sarebbe un motivo per non cominciare un’opera la cui portata reale va ben oltre l’epoca attuale. Coloro che fossero tentati di cedere allo scoraggiamento debbono pensare che nulla di quanto viene compiuto in quest’ordine può mai andar perduto; che il disordine, l’errore e l’oscurità possono trionfare solo in apparenza e in modo affatto momentaneo; che tutti gli squilibri parziali e transitori debbono necessariamente concorrere alla costituzione del grande equilibrio totale e che nulla potrà mai prevalere in modo definitivo contro la potenza della verità: la loro divisa sia quella adottata in altri tempi da certe organizzazioni iniziatiche dell’Occidente: Vincit omnia Veritas.”