Il re del mondo

10.00

Esaurito

simbolo della funzione regolatrice della Legge spirituale superiore

Esaurito

Best seller
Autore:René Guénon

Posizione best seller

N. 17 in Cultura Tradizionale

N. 3 in Luni

N. 5 in René Guénon

COD: 9788879847940 Categorie: , ,
Casa editrice: Luni

Uno dei segni più evidenti del regresso spirituale dell’umanità nel suo insieme è la tendenza a un materialismo crescente che si esprime, tra l’altro, nel tentativo di individuare in modo concreto luoghi e personaggi che sono invece simboli di princìpi perenni, non legati al mondo terreno.

Uno di questi è, come mostra Guénon in questo breve ma densissimo studio, il misterioso «Re del Mondo», identificato a torto con qualche arcano e remoto personaggio dell’Asia centrale, e invece presente in tutte le maggiori tradizioni come simbolo della funzione regolatrice della Legge spirituale superiore, custodita e tramandata dai centri religiosi dei popoli della Terra, in Oriente come in Occidente.

L’involuzione spirituale che il mondo umano attraversa non è una prerogativa dell’epoca contemporanea, essendo anzi iniziata in epoche estremamente antiche; ma in questo saggio, la cui prima elaborazione risale agli anni 1924-1927, Guénon evidenzia fino a qual punto il mondo moderno si sia allontanato dal contatto con i centri autentici della spiritualità e come sia diventato difficile (per quanto non del tutto impossibile, a determinate condizioni) per l’individuo contemporaneo, soprattutto in Occidente, rintracciare coloro che di questi princìpi hanno le chiavi e realizzare una vera comprensione interiore del percorso iniziatico e dei suoi simboli.
Di questi simboli, comuni a tutte le tradizioni, ebraica, cristiana, hindu, musulmana, buddhista, celtica, americana… e molte altre si potrebbero citare, Guénon fa qui un’analisi sottile che ne svela il senso profondo. Divinità, mitologia, cosmogonia, geografia sacra delle maggiori tradizioni spirituali si rivelano così legate da una misteriosa e coerente unità.
Anno

2021

Pagine

96

René Guénon

"Non vi è dunque ragione di disperare; e quand’anche non si potesse sperare di raggiungere un risultato sensibile prima che il mondo moderno precipiti, questo non sarebbe un motivo per non cominciare un’opera la cui portata reale va ben oltre l’epoca attuale. Coloro che fossero tentati di cedere allo scoraggiamento debbono pensare che nulla di quanto viene compiuto in quest’ordine può mai andar perduto; che il disordine, l’errore e l’oscurità possono trionfare solo in apparenza e in modo affatto momentaneo; che tutti gli squilibri parziali e transitori debbono necessariamente concorrere alla costituzione del grande equilibrio totale e che nulla potrà mai prevalere in modo definitivo contro la potenza della verità: la loro divisa sia quella adottata in altri tempi da certe organizzazioni iniziatiche dell’Occidente: Vincit omnia Veritas.”