Descrizione

Il libro:

«Tutti i tedeschi nutrono seri dubbi sulla fedeltà degli italiani alla loro alleanza. Il popolo ha un ottimo fiuto. Sebbene i sospetti non siano basati su prove di fatto, tuttavia esistono».

Domenica 7 marzo 1943

«Il Führer è molto adirato contro gli italiani, che non fanno niente. Non sono di alcuna utilità né sul fronte orientale, né in Africa, né nella guerra sottomarina, e non sanno neanche difendersi dagli attacchi aerei a casa loro. Il Führer ha ragione di chiedersi perché mai siano entrati in guerra!».

Martedì 9 marzo 1943

«La nostra impresa nell’Africa settentrionale ci è costata cara in materiali e in uomini. Tirando le somme, i colpevoli sono gli italiani. Avrebbero dovuto per lo meno prepararsi abbastanza per difendere i loro possedimenti d’oltremare. Il peggio è che non sono nemmeno in grado di proteggere il territorio nazionale. I nostri alleati sono certamente i peggiori del mondo!».

Domenica 11 aprile 1943

«Appena arrivato a casa, sono stato chiamato al telefono dal Gran Quartier Generale del Führer. Le notizie che giungono da là sono assolutamente inverosimili. Pare che il Duce si sia dimesso e che Badoglio abbia assunto il potere in Italia, al suo posto. Tutta la situazione, a quanto mi è stato comunicato, è tuttora oscura; le notizie di cui disponiamo sono giunte per radio, diramate dalla Reuter. Al Gran Quartier Generale nessuno riesce a capire che cosa sia accaduto in realtà. Il Führer vuole che io mi rechi immediatamente al Gran Quartier Generale. Desidera esaminare la situazione con i suoi più stretti collaboratori».

Lunedì 26 luglio 1943

«Secondo le notizie pervenute a mezzogiorno, la plebaglia ha cominciato ad agitarsi. È comprensibile, e ce lo aspettavamo. Gli emblemi del fascismo vengono tolti dovunque. Una via Mussolini è stata ribattezzata via Matteotti. La folla ha invaso le vie di Roma acclamando il re e Badoglio, e chiedendo a gran voce la pace».

Martedì 27 luglio 1943

– See more at: http://thule-italia.org/ThuleItaliaEditrice/negozio/diario-1943-j-p-goebbels/#sthash.q6nE1iIu.dpuf

«Tutti i tedeschi nutrono seri dubbi sulla fedeltà degli italiani alla loro alleanza. Il popolo ha un ottimo fiuto. Sebbene i sospetti non siano basati su prove di fatto, tuttavia esistono». – See more at: http://thule-italia.org/ThuleItaliaEditrice/negozio/diario-1943-j-p-goebbels/#sthash.q6nE1iIu.dpuf

«Tutti i tedeschi nutrono seri dubbi sulla fedeltà degli italiani alla loro alleanza. Il popolo ha un ottimo fiuto. Sebbene i sospetti non siano basati su prove di fatto, tuttavia esistono».

Domenica 7 marzo 1943

«Il Führer è molto adirato contro gli italiani, che non fanno niente. Non sono di alcuna utilità né sul fronte orientale, né in Africa, né nella guerra sottomarina, e non sanno neanche difendersi dagli attacchi aerei a casa loro. Il Führer ha ragione di chiedersi perché mai siano entrati in guerra!».

Martedì 9 marzo 1943

«La nostra impresa nell’Africa settentrionale ci è costata cara in materiali e in uomini. Tirando le somme, i colpevoli sono gli italiani. Avrebbero dovuto per lo meno prepararsi abbastanza per difendere i loro possedimenti d’oltremare. Il peggio è che non sono nemmeno in grado di proteggere il territorio nazionale. I nostri alleati sono certamente i peggiori del mondo!».

Domenica 11 aprile 1943

«Appena arrivato a casa, sono stato chiamato al telefono dal Gran Quartier Generale del Führer. Le notizie che giungono da là sono assolutamente inverosimili. Pare che il Duce si sia dimesso e che Badoglio abbia assunto il potere in Italia, al suo posto. Tutta la situazione, a quanto mi è stato comunicato, è tuttora oscura; le notizie di cui disponiamo sono giunte per radio, diramate dalla Reuter. Al Gran Quartier Generale nessuno riesce a capire che cosa sia accaduto in realtà. Il Führer vuole che io mi rechi immediatamente al Gran Quartier Generale. Desidera esaminare la situazione con i suoi più stretti collaboratori».

Lunedì 26 luglio 1943

«Secondo le notizie pervenute a mezzogiorno, la plebaglia ha cominciato ad agitarsi. È comprensibile, e ce lo aspettavamo. Gli emblemi del fascismo vengono tolti dovunque. Una via Mussolini è stata ribattezzata via Matteotti. La folla ha invaso le vie di Roma acclamando il re e Badoglio, e chiedendo a gran voce la pace».

Martedì 27 luglio 1943

 

«Tutti i tedeschi nutrono seri dubbi sulla fedeltà degli italiani alla loro alleanza. Il popolo ha un ottimo fiuto. Sebbene i sospetti non siano basati su prove di fatto, tuttavia esistono».

Domenica 7 marzo 1943

«Il Führer è molto adirato contro gli italiani, che non fanno niente. Non sono di alcuna utilità né sul fronte orientale, né in Africa, né nella guerra sottomarina, e non sanno neanche difendersi dagli attacchi aerei a casa loro. Il Führer ha ragione di chiedersi perché mai siano entrati in guerra!».

Martedì 9 marzo 1943

«La nostra impresa nell’Africa settentrionale ci è costata cara in materiali e in uomini. Tirando le somme, i colpevoli sono gli italiani. Avrebbero dovuto per lo meno prepararsi abbastanza per difendere i loro possedimenti d’oltremare. Il peggio è che non sono nemmeno in grado di proteggere il territorio nazionale. I nostri alleati sono certamente i peggiori del mondo!».

Domenica 11 aprile 1943

«Appena arrivato a casa, sono stato chiamato al telefono dal Gran Quartier Generale del Führer. Le notizie che giungono da là sono assolutamente inverosimili. Pare che il Duce si sia dimesso e che Badoglio abbia assunto il potere in Italia, al suo posto. Tutta la situazione, a quanto mi è stato comunicato, è tuttora oscura; le notizie di cui disponiamo sono giunte per radio, diramate dalla Reuter. Al Gran Quartier Generale nessuno riesce a capire che cosa sia accaduto in realtà. Il Führer vuole che io mi rechi immediatamente al Gran Quartier Generale. Desidera esaminare la situazione con i suoi più stretti collaboratori».

Lunedì 26 luglio 1943

«Secondo le notizie pervenute a mezzogiorno, la plebaglia ha cominciato ad agitarsi. È comprensibile, e ce lo aspettavamo. Gli emblemi del fascismo vengono tolti dovunque. Una via Mussolini è stata ribattezzata via Matteotti. La folla ha invaso le vie di Roma acclamando il re e Badoglio, e chiedendo a gran voce la pace».

Martedì 27 luglio 1943

– See more at: http://thule-italia.org/ThuleItaliaEditrice/negozio/diario-1943-j-p-goebbels/#sthash.q6nE1iIu.dpuf

«Tutti i tedeschi nutrono seri dubbi sulla fedeltà degli italiani alla loro alleanza. Il popolo ha un ottimo fiuto. Sebbene i sospetti non siano basati su prove di fatto, tuttavia esistono».

Domenica 7 marzo 1943

«Il Führer è molto adirato contro gli italiani, che non fanno niente. Non sono di alcuna utilità né sul fronte orientale, né in Africa, né nella guerra sottomarina, e non sanno neanche difendersi dagli attacchi aerei a casa loro. Il Führer ha ragione di chiedersi perché mai siano entrati in guerra!».

Martedì 9 marzo 1943

«La nostra impresa nell’Africa settentrionale ci è costata cara in materiali e in uomini. Tirando le somme, i colpevoli sono gli italiani. Avrebbero dovuto per lo meno prepararsi abbastanza per difendere i loro possedimenti d’oltremare. Il peggio è che non sono nemmeno in grado di proteggere il territorio nazionale. I nostri alleati sono certamente i peggiori del mondo!».

Domenica 11 aprile 1943

«Appena arrivato a casa, sono stato chiamato al telefono dal Gran Quartier Generale del Führer. Le notizie che giungono da là sono assolutamente inverosimili. Pare che il Duce si sia dimesso e che Badoglio abbia assunto il potere in Italia, al suo posto. Tutta la situazione, a quanto mi è stato comunicato, è tuttora oscura; le notizie di cui disponiamo sono giunte per radio, diramate dalla Reuter. Al Gran Quartier Generale nessuno riesce a capire che cosa sia accaduto in realtà. Il Führer vuole che io mi rechi immediatamente al Gran Quartier Generale. Desidera esaminare la situazione con i suoi più stretti collaboratori».

Lunedì 26 luglio 1943

«Secondo le notizie pervenute a mezzogiorno, la plebaglia ha cominciato ad agitarsi. È comprensibile, e ce lo aspettavamo. Gli emblemi del fascismo vengono tolti dovunque. Una via Mussolini è stata ribattezzata via Matteotti. La folla ha invaso le vie di Roma acclamando il re e Badoglio, e chiedendo a gran voce la pace».

Martedì 27 luglio 1943

– See more at: http://thule-italia.org/ThuleItaliaEditrice/negozio/diario-1943-j-p-goebbels/#sthash.q6nE1iIu.dpuf

Informazioni aggiuntive

Titolo

Diari 1943

Editore/Marca

Non disponibile

ISBN

9788897691204

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.