Il popolo italiano (1956-1957)

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Descrizione

Il libro:

L’attività “rettificatrice” di Julius Evola nel mondo del neofascismo italiano del dopoguerra non è stata mai
documentata, analizzata e spiegata a fondo, eppure fu importante per condurre la generazione dei giovani che
avevano perduto la guerra (o non avevano fatto in tempo a perderla, ma in quel clima vivevano) verso una concezione
più ampia e profonda che non fosse quella riducibile al “nostalgismo”. Evola non ha mai condannato
nulla a priori, ma sempre separato i valori fondamentali dal contingente. Ed è quello che fece nella sua attività
pubblicistica sulle varie riviste della destra dell’epoca, sia in quotidiani per così dire collaterali e fiancheggiatori,
come fu quello di Pino Romualdi che nel 1956 fondò polemicamente Il Popolo italiano, la cui analisi qui si presenta
per la prima volta dopo quasi sessant’anni. Il saggio introduttivo di Giovanni Sessa colma così una grave
lacuna: la storia di un quotidiano come Il Popolo italiano sino ad oggi ignorata, ricostruendone la vicenda editoriale
e politica, le prospettive culturali, gli scopi contingenti, e collocandola nel più ampio panorama delle vicende
del Movimento Sociale, ne fa capire le ragioni della nascita e l’ambito in cui si collocò.

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