Imperialismo Pagano

€29.50

Disponibile

COD: 9788827215609 Categorie: ,

Descrizione

Questa quarta edizione corretta di “Imperialismo pagano”, arricchita da due appendici, viene pubblicata verso la metà del 1928, poco dopo i Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929 tra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano. Questo pamphlet di Julius Evola, basato su alcuni articoli pubblicati nel 1926-27, aveva l’intento di mettere in guardia il fascismo riguardo a questo evento che, secondo l’autore, avrebbe limitato le possibilità imperiali del regime mussoliniano. Non si trattava di una mera protesta personale, ma della conclusione di un percorso che sintetizzava le posizioni di un mondo esoterico e/o pagano che si riuniva anche attraverso il Gruppo di Ur e che, con la Conciliazione, vedeva spegnersi ogni speranza di affermazione nella Italia fascista di spiritualità diverse dall’egemonia cristiano-cattolica.

L’opera va interpretata anche come un esplicito “appello” al Duce e a tutti i fascisti autentici, sebbene, come esplicitamente scritto da Evola, “in forma di campagna militare”. Si tratta di un saggio polemico, diretto, intransigente, proprio come potrebbe essere un trentenne convinto che “il fascismo era troppo poco”, come dichiarò due anni dopo. In questo lavoro, Evola critica severamente, dal punto di vista logico, politico, filosofico e religioso, tutti quei valori, tutte quelle condizioni, tutti quei miti che, secondo lui, stavano ostacolando il fascismo e la sua aspirazione a rinnovare la nazione e lo Stato, e a essere “imperiale”. Tra questi ostacoli Evola includeva la democrazia, il liberalismo, il comunismo, un malinteso europeismo e occidentalismo, e soprattutto il cristianesimo, più che il cattolicesimo, considerato come “religione ufficiale”.

Le polemiche suscitate da Julius Evola con questo lavoro, pubblicato in riviste ufficiose come Vita Nova e Critica fascista, furono intense e prolungate, costringendo l’autore a un quasi silenzio fino al 1932-3. Tuttavia, l’opera fu tradotta e pubblicata in Germania in una versione adattata per il pubblico tedesco, e viene qui presentata insieme all’originale italiano per consentire un confronto e un approfondimento dei temi trattati.

Negli anni ’50 e successivamente, Evola si oppose sempre alla ristampa di “Imperialismo pagano”, considerandola un’opera giovanile legata a un preciso momento politico e superata da altre sue opere nel dopoguerra. Tuttavia, il ripresentarla con ampio apparato critico e comparativo, con appendici e documenti, significa contestualizzarla nel suo tempo e nel quadro di una complessa “visione del mondo”, senza condannarla a una damnatio memoriae incongrua, ma piuttosto riscoprirne i germi delle idee e delle posizioni successive, senza né anatemi né apologie.

Informazioni aggiuntive

Anno di pubblicazione

Autore

Pagine