Descrizione

 

E’ un testo di antropologia ma anche di mistica, di arte e di shamanesimo perché descrive con stupore e competenza le innumerevoli presenze “artistiche” nel mondo delle caverne. Si sofferma sulle rappresentazioni animali e oggettistiche e scopre, nella magia cromatica e nelle sconcertanti successioni numeriche, che la coscienza dei nostri progenitori, oltre a non essere affatto derivata da quella di ipotetici antenati scimmioni, aveva dei contatti ineffabili con la trascendenza ed una osmosi con la natura densa di rispetto ed armonia.

Un libro complesso pieno di citazioni sui ritrovamenti e sui siti ma anche un valido metodo di lettura di un’arte che è alle origini del simbolo, della liturgia e della magia.

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