Léon Degrelle e l’avvenire di Rex

12.00

Disponibile

il poeta e l’uomo d’azione

13 disponibili

Autore:Mario Michele Merlino, Robert Brasillach
Casa editrice: Cinabro Edizioni

A distanza di un quarto di secolo, Cinabro Edizioni ripropone, in una nuova veste, Léon Degrelle e l’avvenire di Rex di Robert Brasillach, scritto nell’autunno del 1936, quando, da poco e in modo apparentemente imprevisto, sulla scena politica del Belgio irrompe un nuovo partito con un suo giovane capo. Il poeta e l’uomo d’azione, quasi coetanei –Degrelle era nato il 15 giugno 1906 e Brasillach il 31 marzo del 1909 – uniti dall’amore per la giovinezza, intesa quale amicizia e gioia di vivere e, senza dubbio e fino all’ultimo, intesa quale fierezza e speranza. Il primo indossò l’uniforme sul fronte dell’Est, il secondo si armò della potenza evocativa della parola. Ma, come ci ricorda Mario Michele Merlino, prefatore anche di questa seconda edizione dell’opera, per uno strano scherzo del destino, mentre il poeta Brasillach venne fucilato dai suoi compatrioti a guerra finita, l’uomo d’azione Degrelle riuscì a passare in Spagna dove si stabilì per il resto della sua vita. Questo breve saggio è dunque la narrazione evocativa dell’incontro di due strade, di due destini, di due giovani, attratti inesorabilmente da un unico comune sentire.

Anno

2022

Pagine

132

Mario Michele Merlino

Mario Michele Merlino è nato nel giugno 1944 a Roma. Per due giorni ha avuto l’onore di appartenere ad un’altra Italia, prima dell’occupazione alleata. Mario è poi cresciuto tra le barricate della Giovane Italia, nelle trincee di Valle Giulia e del ’68 e ha consegnato il proprio testimone, fatto di cuore e fuoco con cui ha forgiato la sua esistenza militante

Robert Brasillach

Robert Brasillach (Perpignan, 31 marzo 1909 - Parigi, 6 febbraio 1945), frequenta L'École normale supérieure e si avvicina all’Action française, diventando a soli ventidue anni responsabile delle pagine letterarie dell’omonima rivista. Negli anni Trenta visita l’Italia, la Germania, la Spagna e il Belgio, rimanendo conquistato dal «carattere e dalla disciplina delle gioventù nazional-fasciste di questi paesi. Nel 1936 diviene redattore di Je suis partout, al fianco di Gaxotte, Rebatet, Cousteau e altri intellettuali favorevoli ad una collaborazione franco-tedesca. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale vede Brasillach arruolarsi come soldato semplice nell’esercito francese. Dopo la disfatta francese ritorna in patria riprendendo il posto di redattore di Je suis partout ormai su posizioni filo-naziste. A seguito del tragico epilogo degli eventi bellici per l’Europa, Brasillach viene condannato in patria per collaborazionismo con il nemico e fucilato la mattina del 6 febbraio 1945. Fra le sue numerose opere tradotte in italiano ricordiamo I sette colori (Ciarrapico Editore) e Presenza di Virgilio (Edizioni all’insegna del Veltro).