Nova Historica Nuova serie – anno 17 – numero 68

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Descrizione

La storia – spiega Massimo Magliaro nell’editoriale che apre questo nuovo numero della rivista “Nova Historica” – “o è revisione continua o non è, o è ricerca perpetua o non è, o è scritta con l’inchiostro della libertà o non è. Oppure è solo propaganda”.
Francesco Lamendola ripercorre, in un primo articolo, la storia delle relazioni italo-francese, “sfrondata della retorica europeista”. In un secondo intervento, invece, prende in esame la vittoria mutilata del 1918, allorché inglesi, francesi e americani – Wilson, Lloyd George, Clemenceau – perseguirono l’obiettivo di mantenere l’Italia nel ruolo di potenza minore. “Obiettivo che è rimasto una costante della politica inglese, francese e americana, da allora e fino ai nostri giorni”.
 Michele Rallo si occupa invece della Tunisia, che dal 1868 apparteneva di fatto alla sfera d’influenza italiana, mettendo in luce come la politica italiana dell’epoca, a differenza di quella delle grandi democrazie occidentali, rifuggisse alla conquiste coloniali per acquisire sbocchi coloniali. “Parigi, però, pretendeva per sé il dominio della Tunisia, per il solo fatto che questa fosse confinante con l’Algeria fancese. E, grazie al sostegno dell’Inghilterra, otteneva che – dieci anni più tardi, nel 1878 – il Congresso di Berlino, del tutto arbitrariamente, misconoscesse il Trattato che legava all’Italia la Tunisia, riconoscendo invece dei misteriosi “diritti” della Francia.”
“La certezza che nell’ottobre del 2011 sia stato personalmente il presidente francese Nicolas Sarkozy a comunicare ai vertici dei suoi Servizi segreti la sentenza di morte non è possibile averla – spiega Giampiero Cannella -, ma certamente ricostruzioni, testimonianze, indagini, documenti e fatti individuano nei piani alti delle istituzioni governative francesi la volontà di eliminare e far tacere per sempre il leader libico, ormai sconfitto.”
Sulla figura di Augusto De Marsanich si diffonde ampiamente l’articolo di Primo Siena, mettendone in evidenza i meriti contro “un ingiusto, immeritato oblio”.
Andrea Cometti prende in esame la figura di Claudio Fogolin, il dimenticato pioniere dell’auto che, insieme con l’amico ed eccellente pilota Vincenzo Lancia, nel 1906 uscì dalla Fiat, con dispiacere di Giovanni Agnelli senior, per fondare la Lancia, un marchio che diede prestigio a tutta l’industria automobilistica italiana.
Furono parecchi i toreri che negli Anni Trenta militarono nella Falange. Il più famoso di tutti si chiamava José Garcia Carranza. Quelli che lo conoscevano personalmente lo chiamavano affettuosamente Joselito. Per tutti però era el Algabeño, dal nome del paesino dalle parti di Siviglia nel quale era nato, La Algaba. Lì, ragazzino, conobbe un altrettanto giovane José Antonio, del quale divenne da subito fedele amico. Lo ricorda Carlos Carmona Flores.
Paolo Toppi va alla ricerca dell’origine del saluto romano, trovandone traccia “nella cultura nuragica dove, sporadicamente, un saluto di questo tipo (mano aperta e braccio levato) accompagnava operazioni rituali ma anche vere e proprie situazioni civili di particolare solennità”.
In questo fascicolo della rivista, è inoltre pubblicato un inserto illustrato, a cura di Michele Rallo, con i simboli di 14 “Fascismi sconosciuti” dell’Europa occidentale. Sul prossimo numero, ci sarà un secondo inserto dedicato all’Europa orientale.

SOMMARIO – Editoriale: La Storia è revisione o propaganda, di Massimo Magliaro – Europa (Cara Francia nemica mia, di Francesco Lamendola – Quando Parigi ci rubò la Tunisia, di Michele Rallo) – Versailles, tre contro uno, di Francesco Lamendola – Gheddafi deve morire!, di Giampiero Cannella) – Msi (Augusto De Marsanich, uomo integro, di Primo Siena) – Sindacalismo (E il sindacato diventò fascista, di Nazzareno Mollicone) – Fascismi (Cile, Patria y Libertad, di Massimo Weilbacher) – Fascisti (Fogolin, l’inventore della Lancia, di Andrea Cometti – El Algabeño, il torero falangista, Carlos Carmona Flores) – Tradizione (Un saluto nato prima di D’Annunzio, di Paolo Toppi – Romano e olimpico, di Pierre Sidos) – Cultura (Blasetti era fascista?, di Carlo Cozzi – Leopardi antimodernista, di Emanuele Casalena) – Libri (Recensioni di Egidio Baldini, Guido Garofalo, Ettore Rivabella, Claudio Sicolo, Massimo Barbetti) – Antologia (Hilaire Belloc) – Gli autori di Nova Historica

Informazioni aggiuntive

Autore

Aa. Vv.

Anno di pubblicazione

2019

Pagine

175