Descrizione

La celebrazione del cinquantenario del ’68 ha portato alla ribalta il desiderio di ricordare quell’evento, suscitando in alcuni casi un nostalgico “come eravamo” tra i contestatori di ieri, ora inseriti nel sistema. Questi sentimenti si sono mescolati a un rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere ma non fu, alimentato da alcuni ex contestatori di destra che speravano in una spallata destra-sinistra contro il sistema.

Gli scritti di Julius Evola apparsi durante quel periodo sulle testate nazionali, qui raccolti, condannano senza mezzi termini il fenomeno ribellistico, interpretandolo come una rivoluzione del nulla. Evola rigetta anche le posizioni dei cosiddetti “nazi-maoisti”. L’antologia comprende anche gli interventi contemporanei di giornalisti e intellettuali come Giano Accame, Mario Tedeschi e Adriano Romualdi, che aiutano a comprendere il ruolo critico di Evola all’interno del mondo della destra, diviso tra attrazione e repulsione per la novità studentesca. La postfazione di Manlio Triggiani fornisce ulteriori riflessioni su questo contesto storico e intellettuale.

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