Un italiano per l’Europa

€28.00

Disponibile

Descrizione

Antologia dei contributi pubblicati su L’Italiano (1959-1973)
A cura di Rodolfo Sideri e Mario Michele Merlino

Al di là degli scritti monografici, pubblicati in vita o postumi, l’opera di Adriano Romualdi si compone per lo più di svariati scritti minori sparsi «su riviste dimenticate» e «ormai introvabili». Per tale motivo, Gianfranco de Turris nella Prefazione al volume Su Evola avvertiva del rischio che l’opera di Romualdi potesse cadere presto «nell’oblio». Grazie alla curatela di Rodolfo Sideri e Mario Michele MerlinoCinabro Edizioni RigenerAzione Evola hanno sottratto a questo destino una parte importante di questa produzione offrendola alle nuove generazioni.

In questo volume antologico sono raccolti, ad esclusione di alcuni contributi già editi in Le ultime ore dell’Europa, tutti gli articoli e le recensioni apparsi sulla rivista fondata dal padre Pino, L’Italiano. Rivista mensile di vita e cultura politica, tra il 1959 e il 1973, anno della tragica morte di Adriano. In questi scritti sono tangibili gli sforzi profusi dal giovane Romualdi per offrire alla destra italiana, che usciva dalle macerie dell’esperienza fascista ed era ancora impantanata nelle pastoie di un vetero-nazionalismo, una vocazione europea e una cultura tradizionale: solo la morte prematura ha impedito a questo grande intellettuale militante di portare a termine la sua missione, di cui oggi le nuove generazioni sono orfane ma anche eredi.

Adriano Romualdi

Adriano Romualdi (Forlì, 9 dicembre 1940 – Roma, 12 agosto 1973) è stato un intellettuale militante della destra italiana che seppe coniugare la propria azione politica con una severa e lucida preparazione culturale. Sin da giovanissimo ruppe con gli stereotipi della cultura decadente che aveva caratterizzato l’ambiente intellettuale della destra post-fascista ammiccante l’ordine liberal-democratico e borghese, contribuendo a rettificarne e orientarne in senso europeo e tradizionale i riferimenti culturali e valoriali. Laureatosi alla Sapienza di Roma con una tesi sulla Rivoluzione conservatrice tedesca, nel 1971 divenne assistente del professor Giuseppe Tricoli alla cattedra di Storia contemporanea dell’Università di Palermo. Fu allievo di Renzo De Felice e discepolo prediletto di Julius Evola, di cui scrisse la prima biografia intellettuale.

Personaggio scomodo, «eretico» e «politicamente scorretto», fu un acuto storico e un audace filosofo che seppe confrontarsi con i processi culturali e politici del Novecento per estrapolarne le idee più significative e rilanciarne i principi più profondi. L’ideale aristocratico permea tutti i suoi scritti che spaziano dall’archeologia all’antropologia, dalla filologia alla filosofia, dalla storia antica a quella moderna, dalle origini degli Indoeuropei all’identità del Fascismo, dagli studi su Nietzsche e Platone a quelli su Evola e La Rochelle. La sua opera, caratterizzata da un particolare rigore scientifico, esula dal semplice rilievo accademico per divenire viva testimonianza dei valori dello spirito. Nell’estate del 1973, non ancora trentenne, di ritorno a Roma da una visita a Ostia antica, muore in un tragico incidente stradale sulla via Aurelia.

Informazioni aggiuntive

Autore

Anno

2024

Pagine

486