Libreria Cinabro

Recensione | Presentazione del libro “La Repubblica Islamica dell’Iran” (11.06.2022)

Sabato 11 gennaio, la Libreria Cinabro e il Centro Studi Internazionale Dimore della Sapienza hanno suggellato la comunanza di intenti nella comune battaglia per la testimonianza e la difesa dei Princìpi della Tradizione, sul piano culturale, ma non solo. Presso la sede della Libreria, in Roma, in via Bressanone n.1, Giuseppe Aiello, presidente del suindicato Centro Studi, ha presentato la sua ultima opera La Repubblica Islamica dell’Iran alla luce della Tradizione. Un’ideale d’azione in vista della restaurazione finale, edito dalla casa editrice Irfan Edizioni, di cui lo stesso Aiello è titolare. Il testo è un’opera enciclopedica, in cui ogni aspetto della Repubblica Islamica dell’Iran è attentamente letto alla luce dei Princìpi della Tradizione (così come espressi e identificati da René Guénon): il rapporto con il sacro, la vita politica, l’architettura, il rapporto con il processo tecnologico e scientifico, le relazioni tra i sessi e la funzione rivoluzionaria dei suoi esempi.
È significativo che, proprio l’11 giugno, anniversario del trapasso di Julius Evola, sia stata evocata proprio la via dell’azione, quella vera perché radicata nei Princìpi eterni della Tradizione. Evola, infatti, nelle sue fondamentali intuizioni, ha tratteggiato una via di approssimazione alla Tradizione fondata proprio sull’azione impersonale, così com’è più consono alle possibilità dell’uomo occidentale: la stessa via e lo stesso approccio testimoniato dalla storia, dagli esempi e dai martiri della Rivoluzione iraniana e della Repubblica Islamica dell’Iran.
Per introdurre l’argomento, subito l’Autore ne ha inquadrato il contesto tradizionale: i punti cardine dell’Islam sciita duodecimano, la forma tradizionale propria alla Repubblica Islamica dell’Iran, e, in particolare, la dottrina dell’imamato. Ne è uscito così il ritratto di una dimensione metapolitica, prima ancora che storico-politica, in cui la spiritualità dello sciismo fa tutt’uno con la vocazione imperiale e universale propria alla “persianità” (la “romanità” del medio-oriente), che ha trovato nuova linfa e un rinnovato volto con l’avvento dell’Islam, nell’idea di ‘nazione islamica’.
È stata, così, inquadrata la vocazione escatologica che l’Iran ha assunto coscientemente sul panorama internazionale e, alla luce di tali premesse, ne sono state definite la politica estera e quella interna.
Sono poi stati affrontati alcuni aspetti specifici della vita spirituale, politica e sociale dell’Iran: il rapporto tra le diverse forme e identità tradizionali che vi convivono; la vita delle realtà di tipo iniziatico ed esoterico; il rapporto con il progresso tecnico e scientifico; l’architettura tradizionale e il concetto di bellezza.
Quanto precede, ha introdotto al cuore della Rivoluzione Islamica: il valore degli esempi.
In Iran, infatti, in quanto realtà tradizionale, l’esempio ha un fondamentale valore pedagogico. Non solo l’Ayatollah Khomeini e il martire Qassem Soleimani, che, tra tutti, hanno saputo incarnare a pieno l’idea di uomini della Tradizione, votati ad un’azione sempre radicata in Alto nella meditazione e nella preghiera, ma anche i giovani martiri caduti nella guerra imposta Iran-Iraq, a ciascuno dei quali sono intitolate le vie principali delle città iraniane, sono i modelli alla cui luce crescono le generazione dei giovani iraniani, linfa di una rivoluzione permanente, non ancora compiuta.
L’opera presentata ritrae, dunque, i caratteri peculiari di una realtà ortodossamente tradizionale e quanto mai attuale, cosciente di trovarsi in una fase ormai prossima alla restaurazione finale e principiale e la cui missione metastorica ed escatologica è il porre un argine alle forze della dissoluzione, per preparare il mondo e le anime al ritorno del Mahdi, del restauratore della Tradizione primordiale.

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Sabato 11 gennaio, la Libreria Cinabro e il Centro Studi Internazionale Dimore della Sapienza hanno suggellato la comunanza di intenti nella comune battaglia per la testimonianza e la difesa dei Princìpi della Tradizione, sul piano culturale, ma non solo. Presso la sede della Libreria, in Roma, in via Bressanone n.1, Giuseppe Aiello, presidente del suindicato Centro Studi, ha presentato la sua ultima opera La Repubblica Islamica dell’Iran alla luce della Tradizione. Un’ideale d’azione in vista della restaurazione finale, edito dalla casa editrice Irfan Edizioni, di cui lo stesso Aiello è titolare. Il testo è un’opera enciclopedica, in cui ogni aspetto della Repubblica Islamica dell’Iran è attentamente letto alla luce dei Princìpi della Tradizione (così come espressi e identificati da René Guénon): il rapporto con il sacro, la vita politica, l’architettura, il rapporto con il processo tecnologico e scientifico, le relazioni tra i sessi e la funzione rivoluzionaria dei suoi esempi.
È significativo che, proprio l’11 giugno, anniversario del trapasso di Julius Evola, sia stata evocata proprio la via dell’azione, quella vera perché radicata nei Princìpi eterni della Tradizione. Evola, infatti, nelle sue fondamentali intuizioni, ha tratteggiato una via di approssimazione alla Tradizione fondata proprio sull’azione impersonale, così com’è più consono alle possibilità dell’uomo occidentale: la stessa via e lo stesso approccio testimoniato dalla storia, dagli esempi e dai martiri della Rivoluzione iraniana e della Repubblica Islamica dell’Iran.
Per introdurre l’argomento, subito l’Autore ne ha inquadrato il contesto tradizionale: i punti cardine dell’Islam sciita duodecimano, la forma tradizionale propria alla Repubblica Islamica dell’Iran, e, in particolare, la dottrina dell’imamato. Ne è uscito così il ritratto di una dimensione metapolitica, prima ancora che storico-politica, in cui la spiritualità dello sciismo fa tutt’uno con la vocazione imperiale e universale propria alla “persianità” (la “romanità” del medio-oriente), che ha trovato nuova linfa e un rinnovato volto con l’avvento dell’Islam, nell’idea di ‘nazione islamica’.
È stata, così, inquadrata la vocazione escatologica che l’Iran ha assunto coscientemente sul panorama internazionale e, alla luce di tali premesse, ne sono state definite la politica estera e quella interna.
Sono poi stati affrontati alcuni aspetti specifici della vita spirituale, politica e sociale dell’Iran: il rapporto tra le diverse forme e identità tradizionali che vi convivono; la vita delle realtà di tipo iniziatico ed esoterico; il rapporto con il progresso tecnico e scientifico; l’architettura tradizionale e il concetto di bellezza.
Quanto precede, ha introdotto al cuore della Rivoluzione Islamica: il valore degli esempi.
In Iran, infatti, in quanto realtà tradizionale, l’esempio ha un fondamentale valore pedagogico. Non solo l’Ayatollah Khomeini e il martire Qassem Soleimani, che, tra tutti, hanno saputo incarnare a pieno l’idea di uomini della Tradizione, votati ad un’azione sempre radicata in Alto nella meditazione e nella preghiera, ma anche i giovani martiri caduti nella guerra imposta Iran-Iraq, a ciascuno dei quali sono intitolate le vie principali delle città iraniane, sono i modelli alla cui luce crescono le generazione dei giovani iraniani, linfa di una rivoluzione permanente, non ancora compiuta.
L’opera presentata ritrae, dunque, i caratteri peculiari di una realtà ortodossamente tradizionale e quanto mai attuale, cosciente di trovarsi in una fase ormai prossima alla restaurazione finale e principiale e la cui missione metastorica ed escatologica è il porre un argine alle forze della dissoluzione, per preparare il mondo e le anime al ritorno del Mahdi, del restauratore della Tradizione primordiale.

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