Libreria Cinabro

Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 13

«Colui che gode veramente e disinteressatamente di una qualsiasi cosa nel mondo, per se stessa, e senza che gliene importa un fico di ciò che ne dice la gente, è perciò stesso armato contro alcuni dei nostri più sottili modi di attaccare».

(Le Lettere di Berlicche, C.S. Lewis – ed. Mondadori)

Il diavolo esperto Berlicche insegna al nipote e discepolo Malacoda come un uomo animato da autentiche simpatie e da veri piaceri sia immune agli inganni luciferini rappresentati dalla mondanità, dalle convenzioni e dalle influenze per i giudizi altrui.

Per Berlicche e i suoi sodali, gli uomini non devono provare dolori reali o piaceri reali perché questi sono la porta d’accesso per la percezione della Realtà. Meglio piuttosto dannare gli uomini con dolori effimeri, come l’invidia e la noia, o sollazzarli con le mode e la vanità.

L’importante, conclude Berlicche a Malacoda, è di «lasciagli fare qualsiasi cosa, purché non venga all’azione». In definitiva il Diavolo vuole evitare che gli uomini che hanno conosciuto i veri piaceri o i veri dolori ne facciano un principio di azione.

L’uomo alla continua ricerca di appagamento dei propri desideri vive in uno stato di angoscia. Egli manifesta una febbrile agitazione, mosso esclusivamente dal materialismo e dall’attaccamento al proprio ego. Colui che vive per lavorare, per mangiare, per accumulare, per inseguire di volta in volta un bisogno nuovo, getta la propria vita in un vortice diabolico di insoddisfazioni e stress.

La qualità della vita dipende necessariamente dalla qualità delle azioni che si compiono. Avere consapevolezza di ciò, comporta dedicare la massima attenzione anche alle attività apparentemente più insignificanti, ai piccoli gesti e alle singole parole. Al di là di ogni auto-assoluzione di chi è avvocato di se stesso, bisogna riconoscere che ciò che si fa rappresenta ciò che si è.

Ricercare l’azione pura, disinteressata e impersonale significa agire senza badare ai giudizi altrui (positivi o negativi), al tornaconto personale, ai sentimenti contrastanti che ne possono derivare. Compiere un’azione per l’azione stessa, imparando a ricercare in ogni situazione, il bello, il buono, il giusto in essa contenuto, non per camuffare la realtà, ma semplicemente orientando il proprio sguardo al lato positivo delle cose.

L’articolo Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 13 proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

«Colui che gode veramente e disinteressatamente di una qualsiasi cosa nel mondo, per se stessa, e senza che gliene importa un fico di ciò che ne dice la gente, è perciò stesso armato contro alcuni dei nostri più sottili modi di attaccare».

(Le Lettere di Berlicche, C.S. Lewis – ed. Mondadori)

Il diavolo esperto Berlicche insegna al nipote e discepolo Malacoda come un uomo animato da autentiche simpatie e da veri piaceri sia immune agli inganni luciferini rappresentati dalla mondanità, dalle convenzioni e dalle influenze per i giudizi altrui.

Per Berlicche e i suoi sodali, gli uomini non devono provare dolori reali o piaceri reali perché questi sono la porta d’accesso per la percezione della Realtà. Meglio piuttosto dannare gli uomini con dolori effimeri, come l’invidia e la noia, o sollazzarli con le mode e la vanità.

L’importante, conclude Berlicche a Malacoda, è di «lasciagli fare qualsiasi cosa, purché non venga all’azione». In definitiva il Diavolo vuole evitare che gli uomini che hanno conosciuto i veri piaceri o i veri dolori ne facciano un principio di azione.

L’uomo alla continua ricerca di appagamento dei propri desideri vive in uno stato di angoscia. Egli manifesta una febbrile agitazione, mosso esclusivamente dal materialismo e dall’attaccamento al proprio ego. Colui che vive per lavorare, per mangiare, per accumulare, per inseguire di volta in volta un bisogno nuovo, getta la propria vita in un vortice diabolico di insoddisfazioni e stress.

La qualità della vita dipende necessariamente dalla qualità delle azioni che si compiono. Avere consapevolezza di ciò, comporta dedicare la massima attenzione anche alle attività apparentemente più insignificanti, ai piccoli gesti e alle singole parole. Al di là di ogni auto-assoluzione di chi è avvocato di se stesso, bisogna riconoscere che ciò che si fa rappresenta ciò che si è.

Ricercare l’azione pura, disinteressata e impersonale significa agire senza badare ai giudizi altrui (positivi o negativi), al tornaconto personale, ai sentimenti contrastanti che ne possono derivare. Compiere un’azione per l’azione stessa, imparando a ricercare in ogni situazione, il bello, il buono, il giusto in essa contenuto, non per camuffare la realtà, ma semplicemente orientando il proprio sguardo al lato positivo delle cose.

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