Libreria Cinabro

Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 22

«Abbiamo reso di recente le Arti, tanto per fare un esempio, meno pericolose per noi di quanto forse siano mai state, poiché gli artisti, in alto e in basso, vengono trascinati ogni giorno in nuovi, sempre più nuovi, eccessi di lussuria, di sragionevolezza, di crudeltà e di orgoglio».
(Le Lettere di Berlicche, C.S. Lewis – ed. Mondadori)
Berlicche spiega al nipote Malacoda come l’arte, un tempo a loro ostile, sia ora un valido strumento nelle mani del Demonio e dei suoi sodali.
Infatti, il Diavolo spingendo l’uomo al continuo cambiamento e alla ricerca di cose originali, è riuscito a produrre nuove mode e tendenze fino a corrompere l’arte. Trasformata e privata di senso, essa esalta gli eccessi e va contro natura.
Una società alla ricerca del cambiamento concepisce l’arte solo come negazione del passato, come cesura verso un patrimonio preziosissimo e altamente simbolico. Quest’arte, ormai profana, senza storia né identità, è merce astratta data in pasto alle masse. Un nuovo gusto pseudo-artistico che esalta il caos, rovescia i canoni e nega la bellezza.
Il Diavolo in questa sua azione sovversiva si avvale di molti aiutanti: tutti coloro i quali utilizzano l’arte moderna per scopi commerciali, di controllo delle masse o per strategie politiche/geopolitiche. Sono i critici d’arte, i grandi finanziatori, le compagnie di assicurazioni e più in generale il main stream a decretare il successo di un artista e l’affermazione di una nuova corrente artistica. Un ristretto gruppo di potenti che influenzano i gusti e gli interessi delle masse, producendo nuove mode, nuovi modelli di vita e nuovi costumi.
A questi personaggi travestiti da cultori e custodi dell’arte non interessa nulla delle capacità artistiche. Ciò che a loro importa è lucrare e rafforzare la propria posizione. L’arte così intesa altro non è che un prodotto da scaffale, una merce usa e getta da alternare per trarre profitto.
I veri artisti che devono subire queste condizioni non trovano spazio: lenti a produrre servono a poco, chiusi nei loro schemi non sono adeguati al cambiamento, troppo idealisti per essere comprati con il denaro.
La capacità di rappresentazione dei sedicenti artisti non è comprensibile perché le loro opere sono espressione di uno stato d’animo perciò sono sempre astratte e non misurabili con i parametri classici come l’equilibrio delle forme, l’accostamento dei colori, la conformità alla natura e, in definitiva, la bellezza. Questi imbroglioni o matti disperati sono i nuovi geni per tanti pseudo-intellettuali.
L’arte di un tempo era fatta di simboli e traeva ispirazione dalla natura, dalla storia, dalla mitologia o dalla religione. Per questo le opere di una volta, pur complesse da interpretare, meritavano di essere rispettate, rispondevano a canoni estetici e rappresentavano un ponte verso dimensioni superiori.
Oggi tutto ciò è andato scomparendo e l’arte, così come la moda e le nuove tendenze, rappresenta un’arma in mano al Diavolo e ai suoi adepti sulla terra. Un mezzo per distrarre l’uomo dalla sua vera natura e dal proprio destino, per distruggere i rapporti tra le persone e avvilire l’identità dei singoli.
La nuova battaglia per l’arte è la kulturkampf che si svolge in ogni ambito, nella militanza, sul lavoro, in famiglia e nella comunità. Essa passa per la formazione e l’azione precisa e meditata, per fare dell’intera vita un’opera d’arte.

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«Abbiamo reso di recente le Arti, tanto per fare un esempio, meno pericolose per noi di quanto forse siano mai state, poiché gli artisti, in alto e in basso, vengono trascinati ogni giorno in nuovi, sempre più nuovi, eccessi di lussuria, di sragionevolezza, di crudeltà e di orgoglio».
(Le Lettere di Berlicche, C.S. Lewis – ed. Mondadori)
Berlicche spiega al nipote Malacoda come l’arte, un tempo a loro ostile, sia ora un valido strumento nelle mani del Demonio e dei suoi sodali.
Infatti, il Diavolo spingendo l’uomo al continuo cambiamento e alla ricerca di cose originali, è riuscito a produrre nuove mode e tendenze fino a corrompere l’arte. Trasformata e privata di senso, essa esalta gli eccessi e va contro natura.
Una società alla ricerca del cambiamento concepisce l’arte solo come negazione del passato, come cesura verso un patrimonio preziosissimo e altamente simbolico. Quest’arte, ormai profana, senza storia né identità, è merce astratta data in pasto alle masse. Un nuovo gusto pseudo-artistico che esalta il caos, rovescia i canoni e nega la bellezza.
Il Diavolo in questa sua azione sovversiva si avvale di molti aiutanti: tutti coloro i quali utilizzano l’arte moderna per scopi commerciali, di controllo delle masse o per strategie politiche/geopolitiche. Sono i critici d’arte, i grandi finanziatori, le compagnie di assicurazioni e più in generale il main stream a decretare il successo di un artista e l’affermazione di una nuova corrente artistica. Un ristretto gruppo di potenti che influenzano i gusti e gli interessi delle masse, producendo nuove mode, nuovi modelli di vita e nuovi costumi.
A questi personaggi travestiti da cultori e custodi dell’arte non interessa nulla delle capacità artistiche. Ciò che a loro importa è lucrare e rafforzare la propria posizione. L’arte così intesa altro non è che un prodotto da scaffale, una merce usa e getta da alternare per trarre profitto.
I veri artisti che devono subire queste condizioni non trovano spazio: lenti a produrre servono a poco, chiusi nei loro schemi non sono adeguati al cambiamento, troppo idealisti per essere comprati con il denaro.
La capacità di rappresentazione dei sedicenti artisti non è comprensibile perché le loro opere sono espressione di uno stato d’animo perciò sono sempre astratte e non misurabili con i parametri classici come l’equilibrio delle forme, l’accostamento dei colori, la conformità alla natura e, in definitiva, la bellezza. Questi imbroglioni o matti disperati sono i nuovi geni per tanti pseudo-intellettuali.
L’arte di un tempo era fatta di simboli e traeva ispirazione dalla natura, dalla storia, dalla mitologia o dalla religione. Per questo le opere di una volta, pur complesse da interpretare, meritavano di essere rispettate, rispondevano a canoni estetici e rappresentavano un ponte verso dimensioni superiori.
Oggi tutto ciò è andato scomparendo e l’arte, così come la moda e le nuove tendenze, rappresenta un’arma in mano al Diavolo e ai suoi adepti sulla terra. Un mezzo per distrarre l’uomo dalla sua vera natura e dal proprio destino, per distruggere i rapporti tra le persone e avvilire l’identità dei singoli.
La nuova battaglia per l’arte è la kulturkampf che si svolge in ogni ambito, nella militanza, sul lavoro, in famiglia e nella comunità. Essa passa per la formazione e l’azione precisa e meditata, per fare dell’intera vita un’opera d’arte.

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