Libreria Cinabro

Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 42

«La fede, come credono in molti di loro, non ha più il potere di cambiare le sorti dell’uomo, meglio che le sorti dell’uomo inizino a insegnare come vivere la fede in questo mondo». 
(Messer Arcibaldo – Lettere di un esperto diavolo a un apprendista tentatore, S.M. Lanzetta – ed. Fede & Cultura)
L’apprendista diavolo Polliodoro scrive al suo insegnate di tentazioni Arcibaldo relativamente alla condizione di disillusione in cui versano molti uomini nei confronti della Fede, accusata di non essere più in grado di sollevare le sorti dei credenti.
La Fede richiede l’adesione completa a un’ideale e si fonda sull’accettazione di una realtà che non è immediatamente evidente e che viene accolta come vera. La Fede – in sintesi – consiste nel credere in qualcosa al di là di tutto.
L’uomo moderno però è stato educato fin dall’infanzia ad accettare solo ciò che è dimostrabile e a credere solo a ciò che si vede.
Il vero problema di questi tempi è l’appiattimento indiscriminato a una visione positivista e agnostica che ha determinato l’abbandono di qualunque fede.
La Fede è azione attiva (non attesa passiva) poiché l’uomo deve disporsi – con apertura di cuore – a riconoscere e ad accogliere la presenza di Dio come sostegno e come guida verso la realizzazione della Sua Volontà.
La Fede, infatti, rappresenta la congiunzione tra la volontà del Cielo e quella della terra, non come prevaricazione di una sull’altra ma come identificazione di una nell’altra. 
È grazie alla Fede che le possibilità dell’uomo sono ampliate rispetto a quelle dettate dalla sola ragione ed elevate al di sopra delle mere possibilità naturali. 
Essa ha bisogno di uomini in grado di rinunciare alla propria individualità, capaci di abbandonarsi fiduciosamente a Dio cioè di accettare i piani divini indipendentemente dalle preferenze personali.
Una volta eliminate le volontà individuali legate agli appetiti, alle inclinazioni e alle convenienze personali si lascia spazio per farsi strumento della Volontà Divina.
«Dio esige da noi l’assoluta dedizione, senza limiti, senza residui, sciolta da qualsiasi calcolo “razionale”. La ragione ce l’ha data per le cose umane, non per quelle divine. Dio vuole amore incondizionato» (Guido De Giorgio)

L’articolo Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 42 proviene da AZIONE TRADIZIONALE.

«La fede, come credono in molti di loro, non ha più il potere di cambiare le sorti dell’uomo, meglio che le sorti dell’uomo inizino a insegnare come vivere la fede in questo mondo». 
(Messer Arcibaldo – Lettere di un esperto diavolo a un apprendista tentatore, S.M. Lanzetta – ed. Fede & Cultura)
L’apprendista diavolo Polliodoro scrive al suo insegnate di tentazioni Arcibaldo relativamente alla condizione di disillusione in cui versano molti uomini nei confronti della Fede, accusata di non essere più in grado di sollevare le sorti dei credenti.
La Fede richiede l’adesione completa a un’ideale e si fonda sull’accettazione di una realtà che non è immediatamente evidente e che viene accolta come vera. La Fede – in sintesi – consiste nel credere in qualcosa al di là di tutto.
L’uomo moderno però è stato educato fin dall’infanzia ad accettare solo ciò che è dimostrabile e a credere solo a ciò che si vede.
Il vero problema di questi tempi è l’appiattimento indiscriminato a una visione positivista e agnostica che ha determinato l’abbandono di qualunque fede.
La Fede è azione attiva (non attesa passiva) poiché l’uomo deve disporsi – con apertura di cuore – a riconoscere e ad accogliere la presenza di Dio come sostegno e come guida verso la realizzazione della Sua Volontà.
La Fede, infatti, rappresenta la congiunzione tra la volontà del Cielo e quella della terra, non come prevaricazione di una sull’altra ma come identificazione di una nell’altra. 
È grazie alla Fede che le possibilità dell’uomo sono ampliate rispetto a quelle dettate dalla sola ragione ed elevate al di sopra delle mere possibilità naturali. 
Essa ha bisogno di uomini in grado di rinunciare alla propria individualità, capaci di abbandonarsi fiduciosamente a Dio cioè di accettare i piani divini indipendentemente dalle preferenze personali.
Una volta eliminate le volontà individuali legate agli appetiti, alle inclinazioni e alle convenienze personali si lascia spazio per farsi strumento della Volontà Divina.
«Dio esige da noi l’assoluta dedizione, senza limiti, senza residui, sciolta da qualsiasi calcolo “razionale”. La ragione ce l’ha data per le cose umane, non per quelle divine. Dio vuole amore incondizionato» (Guido De Giorgio)

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